Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:14:34

Grillo punta sulla Gabanelli e Rodotà


grillo

E dire che ai giornalisti italiani non aveva risparmiato attacchi, insulti, senza escludere vere e proprie beffe. «Oggi è peggio la casta dei giornalisti che quella dei politici» aveva accusato poche settimane fa. Ma il web sovrano ha deciso una inversione di rotta: il candidato al Quirinale del Movimento 5 Stelle sarà Milena Gabanelli. «Mi sento onorata e commossa, e anche sopravvalutata – ha commentato – ci penserò stanotte, non saprei cosa rispondere: è una cosa più grande di me. Conosco Grillo da tanti anni, c’è un’amicizia».

Gino Strada superato di slancio

La giornalista che da 16 anni guida “Report”, il programma d’inchiesta campione di share su RaiTre, ha superato nelle preferenze Gino Strada, il medico fondatore di Emergency, e il giurista Stefano Rodotà, ex presidente dell’Autorità garante della privacy, distanziando gli altri candidati, dai quali si era sfilato il leader del movimento. Il blog di Beppe Grillo l’ha incoronata senza specificare i numeri della vittoria, una classifica che il comico genovese ha commentato definendo «straordinaria» la scelta: «Non avrei mai pensato a questo risultato» ha ammesso.

Grillo appare soddisfatto

E proprio mentre il Movimento cominciava ad accarezzare l’ipotesi Rodotà, unica in grado di spaccare il Pd, la scelta dei militanti costringe i Cinque Stelle a ripensare la strategia del voto per la scelta del capo dello Stato, soprattutto di fronte alla possibilità che la giornalista decida di accettare. «La sosterremo alla prima votazione, alla seconda e alla terza – annuncia Grillo – Non so cosa potrà succedere alla quarta (quando è sufficiente la maggioranza semplice e non i due terzi dei voti, ndr). Prima vediamo cosa scelgono gli altri». In caso di rifiuto «passeremo al secondo, Gino Strada, e così via» annuncia, quindi affida a un videomessaggio l’appello al leader del Pd: «Bersani voti la Gabanelli, potrebbe essere un punto d’incontro, un inizio di chissà, una collaborazione?».

Una richiesta che i democratici respingono senza esitazioni: «La Costituzione vale per tutti, per noi vale il metodo dei due terzi. Se ognuno arriva con la sua bandierina prima delle votazioni, una intesa è impossibile» è la replica, seguita più tardi dall’ennesima sferzata di Grillo: «Non c’à alcuna apertura al Pd perché i sondaggi darebbero Berlusconi in crescita – dice – la legge sull’incandidabilità dell’uomo di cera (Berlusconi, ndr) è pronta, adesso il Pd dovrà votarla, altrimenti ne risponderà ai propri elettori e al Paese».



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