Mercoledi, 20 settembre 2017 - ORE:11:15

La lettera di Napolitano al Corriere

lettera di napolitano

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A distanza di un anno, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, scrive una lettera al Corriere della Sera. Un’occasione per fare un bilancio dell’anno appena trascorso.

La disfatta elettorale e l’empasse del 2013

La necessità di riflettere sull’anno appena trascorso porta Napolitano a ricordare come più volte, precedentemente alla sua ri-elezione, avesse pubblicamente esposto la sua contrarietà a un doppio mandato. Senza soffermarsi su chi vuole leggere, ancora tutt’oggi, intrighi e congiure, dà testimonianza di come l’empasse politico e istituzionale, apertosi dopo le politiche del 2013, lo portavano a farsi carico, per un tempo determinato e per la seconda volta, delle responsabilità ricoperte nel settennato precedente. Dal suo impegno, è nato un governo, “l’unico possibile” tiene a ribadire, dal quale è emersa la volontà netta e chiara di avviare, finalmente, un processo di riforma istituzionale del Paese.

Il cambio della guardia governativa e “l’acceleramento” renziano

Il Presidente fa cenno, oltre all’esperienza dei saggi incaricati ad individuare delle proposte di riforme costituzionali, al cambio della guardia a Palazzo Chigi. Napolitano nota, infatti, che tra Letta e Renzi non vi è stato alcun arresto delle riforme, anzi si è constatato un notevole “acceleramento“. Nonostante sia cambiata la maggioranza, Napolitano costata, positivamente, l’impegno di forze politiche, estranee alla compagine governativa, che intendono portare avanti le riforme necessarie per l’Italia.

Nella Lettera di Napolitano di parla anche delle critiche e della possibilità di lasciare

Giorgio Napolitano, nonostante l’arduo compito, ha ascoltato, e continua ad ascoltare, le tante critiche ricevute circa la sua ri-elezione, anche da amici costituzionalisti con cui è legato da reciproca stima. Tiene a ribadire, ancora una volta, che ha fatto tutto ciò che la Costituzione gli permette, ovvero assumere competenze che nell’ordinario non rientrano nel suo ruolo, ma che, elasticamente ed entro i limiti, possono rientrare nelle funzioni presidenziali in casi storici-istituzionali particolari. Traendo un bilancio pressoché positivo, confida nella presenza di circostanze che gli consentano “di prevedere un distacco comprensibile e costruttivo dalle responsabilità” che ha assunto un anno fa.



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