Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:14:01

Governo Renzi: Le grane delle riforme

riforme renzi

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Le riforme annunciate dal governo Renzi iniziano a far tremare i gattopardiani della politica, ossia quelli che, pur dichiarandosi a favore del cambiamento, preferiscono non cambiare nulla. Ecco, infatti, le prime grane: il governo deve verificare i numeri per i passaggi più importanti.

Le tappe del governo

Renzi e tutta la compagine governativa sono intenzionati a operare un vero cambiamento, eliminando gli enti inutili e  riformando gli altri, insomma, carta alla mano, occorre, parafrasando lo stesso Renzi, sforbiciare l’Italia. Come già annunciato più volte nel nostro giornale, il primo passo sarà la riformazione del Senato in Camera, non elettiva, degli enti locali. La Camera delle autonomie non accorderà alcuna fiducia al governo, ma si esprimerà su particolari disegni di leggi. I passi successivi riguarderanno il Cnel, che, secondo le intenzioni attuali, verrà eliminato del tutto, l’Aci, le motorizzazioni e le partecipate delle pubbliche amministrazioni. Il cammino, che sembra arduo, è necessario anche per mantenere fede alle promesse fatte da Renzi circa il taglio dell’Irpef e dell’Irap.

L’implosione di Forza Italia

L’accordo tra Renzi e Forza Italia sembra arenarsi, visti i malumori interni al partito berlusconiano. Nel partito, infatti, si sta delineando un acceso confronto che crea solo confusione. Denis Verdini è il diplomatico del partito che, nonostante tutto, mantiene vivi gli accordi col Partito Democratico, in primis sull’italicum; Renato Brunetta, che si scaglia contro Verdini e considera un obbrobrio le riforme costituzionali proposte da Renzi (in linea con Rodotà e Zagrebelsky) propone l’ultimatum sui tempi e dichiara: “O prima di Pasqua si fa la legge elettorale o salta tutto“. Giovanni Toti, consigliere di Berlusconi, in un fuori onda, considera mortale l’abbraccio di Silvio a Matteo, poiché non si riesce ad uscirne senza difficoltà  e contrasti che stanno lacerando il partito, vista anche la sentenza del 10 aprile che deciderà sul futuro di Berlusoni: servizi sociali o arresti domicialiari.

Quali sono le grane delle riforme?

Il cammino, come detto, appare assai in salita, il Governo, infatti deve verificare la tenuta della maggioranza sulle riforme, visti i malumori di Forza Italia. Maria Elena Boschi, Ministro delle riforme costituzionali, assicura che le problematiche di Fi non toccheranno minimamente il cammino intrapreso e se anche fosse, un’altra maggioranza c’è. Lo stesso Angelino Alfano, senza mezzi termini, dichiara: “Siamo pronti anche a strappi e a rotture: chi vuole starci, ci sta“. Il ministro Giannini, area Scelta Civica, assicura l’accordo in linea di massima. Non mancano le critiche da altri schieramenti: Grillo attacca Renzi, definendolo un autoritario, Vendola, invece, definisce il Pd un ricattatore. A giorni il proseguo di questo cammino, annunciato da anni.



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