Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:14:32

Ultimi aggiornamenti sulla politica italiana: legge elettorale e caso Kyenge

legge elettorale

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La discussione sulla legge elettorale spacca il PD

Si avvicina il weekend, ma sullo scenario politico si registra uno stallo sui temi che avevano aperto la settimana. La scelta sulla futura legge elettorale, i cui lavori preparatori approderanno in commissione alla Camera il prossimo 27 Gennaio, spacca il Partito Democratico.

Un Renzi che a non tutti piace

La linea renziana non piace a tutti. Il segretario Renzi, infatti, ribadisce che su un tema importante ed essenziale come quello elettorale, occorre un confronto aperto con tutte le forze politiche, quindi, inevitabilmente, anche con Forza Italia di Silvio Berlusconi, inviso a una parte del Partito Democratico che preferisce un accordo tra le sole forze di maggioranza, ovvero PD, Nuovo Centro Destra e Scelta Civica.

La linea di Renzi per la legge elettorale

renziA sostegno di Matteo Renzi l’ala democratica dei giovani turchi, la cui posizione è stata espressa da Matteo Orfini. Il congresso del Partito Democratico è stata fissata per ieri e dalla discussione interna emergerà la scelta definitiva sul modello di legge elettorale; non può essere, certamente, celata la preferenza di Renzi per il modello spagnolo di stampo bipolare, gradito anche ai forzisti di Berlusconi, ma la scelta del segretario democratico fa venire meno la tenuta della maggioranza. Una scelta nettamente bipolare porterebbe le piccole formazioni politiche ad inquadrasi in uno schema di grande coalizione, poiché, avendo una risposta elettorale minoritaria rispetto ai principali partiti, non riuscirebbero a rientrare negli scranni istituzionali; è il caso del NDC di Alfano che, dopo essere uscito dalla casa berlusconiana, sarebbe costretto a rientrarvi per non vedersi eliminato dal sistema bipolare, rivestendo così i panni del figliol prodigo. Per scongiurare il rischio, Angelino Alfano inizia a tessere un dialogo  con i democratici filo-governativi sul sistema elettorale a doppio turno.

Botta e risposta tra Renzi e Alfano

Nel frattempo, i bulloni degli ingranaggi governativi vengono meno; il Presidente del Consiglio Enrico Letta, appena rientrato dal  Messico,  ha incontrato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per fare il punto della situazione e rassicurarlo che a breve verrà siglato il patto di coalizione per il 2014. Sembra che stiano per saltare gli equilibri governativi: se da un lato Matteo Renzi, rispondendo ai suoi followers su Twitter, afferma che il Pd detterà, ora in avanti, l’agenda di governo, dall’altra parte Angelino Alfano risponde alla provocazione, negando ogni possibilità di sottomissione del NCD. Il rimpasto di governo, richiamato da ogni parte, non interessa il segretario del Pd che, interpellato a riguardo, dichiara “il rimpasto? roba da prima repubblica“.

Caso Kyenge-Lega

kyengeNonostante ciò, il governo fa quadrato sul Ministro per l’Integrazione Kyenge, invisa agli occhi della Lega targata Matteo Salvini, dopo essere stato eletto, lo scorso Dicembre, segretario del partito. Gli attacchi leghisti sono oramai all’ordine del giorno, dopo la pubblicazione su La Padania della rubrica giornaliera Qui Cécile Kyenge che aggiorna i lettori sulle attività del Ministro, accusata dal capogruppo al Senato della Lega, Matteo Bitonci, di negritudine.

Il Carroccio allora, di fronte all’azione della Kyenge volta all’eliminazione del reato di clandestinità, constatata la farraginosa normazione, occupa l’anticamera dell’ufficio del Presidente del Senato, Pietro Grasso. Libertà di opinione sì, ma mai percorrere strade di odio e continui attacchi personali, si perderebbe, in tal caso, il senso della democrazia.



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