Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:02:55

Sorpresa Gingrich in South Carolina: e se fosse lui l’avversario di Obama?


La corsa per la scelta del candidato repubblicano che questo novembre sfiderà il presidente Barack Obama riserva dei colpi di scena: dopo la vittoria di Santorum in Iowa, Gingrich si aggiudica il South Carolina.

E dire che fino ad una settimana fa Mitt Romney, l’ex-governatore del Massachusetts, veniva dato in testa ai sondaggi per la candidatura repubblicana alle presidenziali del 2012. Dopo la netta vittoria nello stato del New Hampshire Romney aveva dichiarato: “Grazie, New Hampshire! Questa sera abbiamo fatto la storia!”, e il suo cammino verso la candidatura sembrava una tranquilla passeggiata. Poi però è arrivata la notizia che nello stato dell’ Iowa, dove Romney aveva vinto di soli 8 punti, si è verificato un errore nel conteggio finale dei voti, e il vincitore del caucus è Rick Santorum, il rappresentante dell’ ultradestra più integralista e omofoba.

Ieri a vincere in South Carolina è stato, in maniera netta, Newt Gingrich, ex-speaker della camera avversario del presidente Clinton a metà degli anni 90. Quest’ultimo, che è entrato in politica ai tempi di Reagan, è appoggiato da Rick Perry, attuale governatore del Texas, che giovedì scorso ha abbandonato la corsa, e che gli garantisce l’appoggio dei miliardari petrolieri texani e dei conservatori sociali.

I voti del Tea Party, dopo il ritiro della Bachman, e degli integralisti religiosi, dovrà giocarseli con Santorum, che però appare più debole, soprattutto in termini di spese per la campagna elettorale. A indebolire Romney, sostenuto dai conservatori moderati (come il candidato alla presidenza per i repubblicani nel 2008, John McCain), è stato senza dubbio il fatto che non ha ancora reso nota la sua dichiarazione dei redditi. Romney, secondo recenti rivelazioni, paga solo il 15% delle tasse, malgrado il suo patrimonio sia di oltre 250 milioni di dollari.

In più la sua battuta fatta la settimana scorsa, “Anche io sono un disoccupato, infatti sto cercando lavoro alla Casa Bianca”, ha consolidato la sua immagine di rappresentante di quell’odiato 1% che, in un momento di grave crisi economica per il paese, si è arricchito a spese degli altri. Romney ha portato in sua difesa una logica secondo la quale negli Stati Uniti non è presente quel sentimento di invidia sociale che invece caratterizzerebbe l’Europa, qui i ricchi non vengono odiati, ma presi come modello, cercando di imitarli.

Durante i confronti televisivi tra i candidati questo aspetto che caratterizza Romney è stato messo molto in risalto da tutti i suoi avversari, Gingrich in particolar modo. Quasi tutti hanno descritto Romney come un uomo “a cui piace licenziare i suoi impiegati per arricchirsi”, e quindi come un personaggio fortemente inadatto a guidare il paese in un momento storico simile. Tutto questo giova a Gingrich, che sta iniziando la rimonta, malgrado gli scandali sessuali a seguito delle accuse della ex moglie, che denuncia le sue relazioni extra-coniugali e il fatto che l’avrebbe costretta ad un “ménage à trois” con un’altra donna.

Per gli elettori cristiano-evangelici dell’ultra destra, molto numerosi in uno stato del sud come il South Carolina, queste rivelazioni non si adeguano certo al modello di personaggio morale che rappresenta i valori della famiglia. Ma, nonostante questo, ieri Gingrich ha vinto col 40 %, staccando Romney di 9 punti. Sarà lui il candidato che a novembre i repubblicani presenteranno come lo sfidante di Barack Obama?



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