Giovedi, 23 novembre 2017 - ORE:19:11

Scozia: il referendum per la secessione ci sarà nel 2014


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La Scozia, dopo i poteri concessi nel 1998, vuole l’indipendenza. Il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, alle elezioni del 2011 si era presentato con uno slogan che invocava la secessione.

In tanti lo avevano preso per matto, ma Salmond ha poi vinto le elezioni e adesso, con la maggioranza nel parlamento di Edimburgo, vuole mantenere la sua promessa. I punti chiave sono: la Scozia vuole essere una nazione con uno Stato distinto dal Regno Unito, con una moneta diversa, con un esercito proprio, e una politica estera nettamente staccata dagli interessi di Londra. Salmond, europeista convinto, vuole che la Scozia diventi uno Stato membro dell’Unione, promette di “denuclearizzare” il suo paese e si propone l’obbiettivo di far diventare la Scozia padrona assoluta delle sue ricchezze (su tutte la Royal Bank of Scotland).

Il primo ministro inglese, David Cameron, ha preso in seria considerazione la consultazione sul referendum, che, se fosse vinto dai secessionisti, porterebbe alla fine dell’atto di unione del 1707. Cameron spinge perché il referendum venga fatto al più presto; Salmond punta invece sul 2011, anno nel quale si celebra il 253 esimo anniversario della nascita di Robert Burns, poeta scozzese, considerato un eroe nazionale, per far crescere l’entusiasmo patriottico del popolo scozzese. Malgrado servano molti mesi per poter approvare la proposta di legge, il quesito sembra essere già stato scritto: “Siete d’accordo che la Scozia sia indipendente?”. Per adesso gli indipendentisti sono solo il 35%, mentre i contrari alla secessione sarebbero il 55%. I numeri forniti dai sondaggi dunque vanno contro i secessionisti: la maggioranza degli scozzesi infatti non vuole un distacco totale da Londra, solo una forte autonomia.

Malgrado questi dati, il premier scozzese punta molto sui numerosissimi incerti e sui voti dei ragazzi che oggi hanno quattordici anni. Questo è l’asso nella manica dei secessionisti che Cameron teme di più; infatti, Salmond da tempo dichiara che i sedicenni, dato che possono lavorare, arruolarsi e pagare le tasse, devono avere anche diritto di voto. Questa mossa, che porterebbe i quattordicenni di oggi a poter votare nel 2014, sembra essere la carta segreta utilizzata da Salmond e il suo gruppo per raggiungere quell’indice di consensi necessari a vincere il referendum.

A far propaganda a favore dei secessionisti ci pensano l’ex agente segreto di sua maestà Sean Connery e il regista Ken Loach, grandi sostenitori dello Scottish National Party. Contro gli indipendentisti: la regina, il partito conservatore di Cameron e il partito Laburista di Ed Milliband.



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