Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:14:09

Ministro Profumo: “Cambiare l’ora di religione”, per una scelta libera e un maggiore pluralismo


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“Credo che l’insegnamento della religione nelle scuole così come è concepito oggi non abbia più molto senso, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Profumo, come riporta il sito di TgCom (leggi l’articolo). Nelle nostre classi il numero degli studenti stranieri e, spesso, non di religione cattolica tocca il 30%A questo punto – ha spiegato – sarebbe meglio adattare l’ora di religione trasformandola in un corso di storia delle religioni o di etica”.

Stando ai dati diffusi  nell’ultimo dossier sull’immigrazione della Caritas, tra i 700mila alunni figli di genitori extracomunitari soltanto il 20% è di religione cattolica. Dal 1993, data della prima rilevazione, il numero degli alunni che decidono di non prendere parte all’ora di religione ha superato il 10%. A livello di scuole superiori, troviamo una massiccia differenza fra le regioni settentrionali, in cui le assenze raggiungono picchi del 27%, e quelle meridionali, in cui solo il 2% degli studenti sceglie di non frequentare. Ma la differenza è destinata ad appianarsi in quanto il numero dei ‘disertori’ è tutt’ora fortemente in aumento ad ogni livello dell’istruzione.

In una situazione come quella attuale, così articolata e destinata a complicarsi sempre più, vi è la necessità, secondo il Ministro, di poter concedere una scelta più libera, consapevole e proficua, un maggiore pluralismo che consenta di offrire a tutti gli studenti risorse di tutto rispetto inerenti al proprio pensiero interiore e alla propria sensibilità.

Parole decise, che arrivano a qualche mese dall’accordo che Profumo siglò con il Cardinale Angelo Bagnasco, proprio in merito alle innovazioni da apportare all’ora di religione nelle scuole superiori e alla formazione dei docenti.

I numeri parlano chiaro, ormai in Italia a frequentare l’ora di religione sono in pochi, questo perché ormai la maggior parte delle classi sono composte da ragazzi non credenti, ma anche perché la materia appare ormai atavica, ferma. Insegnare Teologia a dei ragazzi delle scuole elementari o superiori oggi è una mossa che manifesta l’attaccamento della scuola alla tradizione cattolica, che, per carità, è fondamentale per la conoscenza profonda della nostra cultura, ma per come viene imposta ai ragazzi sembra una prevaricazione all’apertura verso strade più malleabili. Una proposta interessante sarebbe insegnare le basi della sociologia o dell’antropologia delle religioni, materie che sostanzialmente non rinunciano all’insegnamento religioso ma lo fanno in chiave critica. Profumo sembra aver capito che nelle scuole non c’è solo un disperato bisogno di fondi, ma anche di un’apertura e un verso studi più al passo con i tempi e la realtà. Una realtà fatta di cambiamenti continui, evoluzioni, scontri.

Le parole pronunciate da Ministro sono, come sempre in Italia quando si parla di religione, destinate a spaccare in due l’opinione pubblica.



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