Mercoledi, 18 ottobre 2017 - ORE:20:41

Processo Mills, Berlusconi prescritto grazie alla sua legge ad personam


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Milano – L’ex premier Silvio Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari, è stato prosciolto per prescrizione dai giudici del Tribunale penale di Milano, alla fine del processo sul caso Mills. La “lieta notizia” per l’ex premier, arriva dopo otto anni di arringhe e di polemiche. Una sentenza che, si capisce, non piace neppure ai giudici di Milano poiché quando un reato si estingue per prescrizione significa che il tempo ha avuto la meglio su Tribunali e giustizia, quella vera. Mentre Ghedini, il legale di Berlusconi, di questa decisione ha detto:

«Non ci soddisfa e non ci dispiace del tutto». Ed è andato oltre: «Il presidente merita una assoluzione piena». La notizia dell’avvenuta sentenza è arrivata ieri nel tardo pomeriggio, senza la presenza di Silvio Berlusconi, dopo alcune ore di camera di consiglio. Le motivazioni della sentenza saranno rese pubbliche solo tra novanta giorni e potranno chiarire quando è scattato il termine di prescrizione e se l’ex premier, il quale non è stato assolto, abbia commesso o no il reato.

Un altro processo archiviato tra i numerosi casi irrisolti. Così la fedina penale di Berlusconi si salva ancora da una sentenza di condanna, che pur contando 2 amnistie, 2 assoluzioni per intervenuta legge “il fatto non costituisce più reato”(altra sua legge ad personam),  7 assoluzioni definitive, 8 procedimenti archiviati e 4 processi ancora in corso, vede aumentare a 6 il numero di processi prosciolti per avvenuta prescrizione.

Tutti avevano previsto come sarebbe andato a finire. Al presidente Francesca Vitale sono bastati pochi secondi per pronunciare l’esito dell’udienza: “Il tribunale di Milano, visto l’articolo 531, codice di procedura penale, dichiara il non doversi procedere nei confronti di Silvio Berlusconi in relazioni al reato ascrittogli perché lo stesso estintogli per intervenuta prescrizione”. Gli avvocati della difesa Ghedini e Longo sorridono, consapevoli di aver ottenuto  il possibile e di aver chiuso in questo modo un caso da troppo tempo prolungato. Berlusconi parla di una “mezza giustizia” e lo stesso Ghedini dichiara ai microfoni che “non c’è la conclamata prova dell’innocenza, ma nemmeno il suo contrario”. Sin dal suo inizio il processo Mills era stato largamente contrastato a procedere dalle innumerevoli recusazioni della difesa e rogatorie, che hanno costretto di fatto a raggiungere presto i termini previsti dalla legge del 2005 varata dallo stesso governo Berlusconi. La legge ad personam obbliga infatti che proprio per il reato di corruzione in atti giudiziari, di cui era accusato fino ad oggi l’ex presidente, i termini del processo siano abbassati dai 10 ai 15 anni, oltre i quali è prevista la prescrizione. La scelta dei magistrati nasconde comunque la ferma volontà di non voler assolvere l’imputato Berlusconi e di lasciare il caso irrisolto per obbligata decisione.

Il caso Mills, durato 8 anni tra inchieste e procedimenti vari, è noto anche per essere stato interrotto dal Lodo Alfano, che aveva consentito all’ex premier di avvalersi dell’immunità fino all’avvenuta cancellazione della legge perché incostituzionale secondo la Corte. Con oggi, vediamo la vicenda risolversi con la strana situazione di un corrotto appurato (David Mills) e di un suo corruttore inesistente. Il legale inglese Mills, anche lui accusato di corruzione in atti giudiziari, è stato infatti condannato in primo e secondo grado a quattro anni e mezzo di carcere e poi, pur confermando  sue responsabilità, prosciolto due anni fa, anche lui per prescrizione, dalla Corte di Cassazione.

I commenti da parte di tutto il mondo politico non si sono fatti attendere. L’ex pm Antonio Di Pietro è da sempre convinto della colpevolezza di Berlusconi: “Tra un rinvio e l’altro, Berlusconi è riuscito a tirarla così alla lunga da scamparla. Resta, però, il fatto obiettivo che i giudici, anche in esito al dibattimento, non hanno potuto procedere all’assoluzione ‘per non aver commesso il fatto’ perché, evidentemente, il fatto l’ha commesso eccome”. Bersani invece  ha affermato:”Se Berlusconi cerca l’assoluzione può sempre rinunciare alla prescrizione”. Per il segretario del Pd “le sentenze non vanno commentate, ma certamente tutti hanno visto come si è svolta questa vicenda. Mentre si prendeva tempo con artifici vari, legittimi impedimenti, per far scorrere il tempo e impedire la sentenza, intanto il nostro Paese stava andando verso il disastro”.

Non resta che aspettare la sentenza anche sul caso Ruby e intanto Ghedini ha detto: “Anche lì puntiamo all’assoluzione piena”.

(Con revisione e integrazione di Tommaso Viscusi).



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