Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:09:02

Politica? Ecco l’aria che tira!

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Dopo una pausa, ritorniamo con il nostro classico appuntamento de #lasettimanapolitica.

Rai e reddito di cittadinanza: possibile convergenza tra M5S e PD?

La scorsa settimana, il Presidente Renzi aveva chiaramente detto che avrebbe ascoltato con piacere Beppe Grillo sulla Rai, specificando così:”Ricordo bene che è stato cacciato!” Adesso è il leader grillino ad aprire la strada su una possibile convergenza sulla riforma della tv pubblica e sul reddito di cittadinanza; sull’apertura, il ministro Boschi afferma: “Noi abbiamo lasciato sempre le porte aperte ai grillini, loro hanno sempre detto di no!” Immediata la risposta di Grillo che ribadisce la necessità di agire senza pregiudizi e lealmente.

Renzicottero: si o no?

Lunedì mattina, l’elicottero a disposizione della Presidenza del Consiglio ha dovuto effettuare un atterraggio di emergenza su un campo di calcetto vicino ad Arezzo. Renzi, partito da Firenze, stava ritornando a Roma. Qualunque siano le motivazioni ufficiali, ancora poco chiare, il vero casus belli è l’uso o meno dell’elicottero da parte di Renzi che, poco più di un anno fa, aveva chiaramente indicato che i suoi spostamenti sarebbero stati effettuati con mezzi di uso quotidiano e, possibilmente, senza scorta, essendo un cittadino qualunque. Confrontando il tutto, poi, con il Presidente Mattarella, la motivazione della sicurezza, adottata dal PD, non sembra tanto convincente; Mattarella, infatti, sin dalla sue elezione, ha preferito voli di linea e uso di treni e di tram. Intanto il web si è scatenato ironicamente, tanto che sulla vicenda si parla di Renzicottero.

Scuola: disegno di legge o decreto d’urgenza?

Negli ultimi mesi, il Governo, e in modo particolare il Presidente del Consiglio, ha puntato tutto sulla riforma della scuola denominata la Buona Scuola. La riforma, dopo mesi di discussione, avrebbe garantito anche l’assunzione di molti precari del settore, a settembre del 2015 e, per questioni di tempo, si era profilato, sin dal primo momento, l’iter della decretazione d’urgenza, ma, qualche giorno fa, Renzi ha annunciato che si procederà mediante disegno di legge il cui percorso parlamentare, come ben noto, è molto più lento. Il ministro Giannini, a capo del dicastero dell’Istruzione, si è dichiarata basita, mentre sindacati e minoranza dem temono che il ddl (disegno di legge) non garantisca l’assunzione dei precari a settembre. Forse Renzi ha rinunciato alla decretazione dopo il colloquio con Mattarella che, con molta probabilità, dopo anche le considerazioni del M5S, ha richiamato all’ordine il Governo sull’uso eccessivo di decreti che, come noto, superano il ruolo del Parlamento, mettendo a rischio il confronto. L’uso dei decreti, infatti, è ammesso, per Costituzione, per particolari e urgenti questioni. Renzi, nel frattempo, rassicura tutti e afferma che se il ddl sarà lento, sarà preparato un decreto solo per le assunzioni.

La Prescrizione spacca la maggioranza di Governo

In commissione Giustizia alla Camera la maggioranza si spacca, dopo che è passata la modifica sulla prescrizione del reato di corruzione. Il testo, che allunga di molto la prescrizione, sino ai 18 anni, è stato proposto dai due relatori del provvedimento, Sofia Amoddio (PD) e Stefano Dambruosio (SC), ed è stato approvato grazie ai voti di PD, Scelta Civica e Sel, mentre in dissenso sono stati Forza Italia e Area Popolare, quest’ultima rappresentante anche della maggioranza di Governo. Il ministro Orlando afferma che la quadra non è stata raggiunta, Sofia Amoddio, invece, commenta così l’affaire: “Incomprensibile posizione di Area Popolare. Ricordo che la corruzione tra tutti i reati contro la Pubblica Amministrazione è quello più difficile da scoprire perché si fonda su un patto tra corrotto e corruttore. Di qui la necessità di un tempo lungo per la prescrizione del reato. Mi pare in definitiva che la posizione di Area popolare sia completamente incomprensibile“. La vicenda intanto ha acceso gli animi nella maggioranza di Governo, il Senato, proprio per questo, ha preferito slittare la discussione della legge in aula al 17/19 marzo.



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