Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:04:50

La polemica su Fiorito non si ferma, più di 250 bonifici senza intestatario


Roma- “Fiorito non fa lo stupido stasera”. Così si potrebbe intitolare il periodo che l’ex capogruppo del PDL sta passando ormai da giorni. Già, perché molti conti non tornano e Fiorito deve rendere merito di alcune incongruenze davanti a tutti i cittadini del Lazio.

Franco Fiorito, eletto sindaco di Angni nel 2001, è un persona ormai abbastanza nota per gli scandali degli ultimi tempi. Il consigliere infatti è un personaggio che in ambito politico ha fatto davvero molta “strada”. Dobbiamo piuttosto chiederci come un soggetto di questo genere abbia potuto scalare le vette  della politica laziale. Fiorito prosegue la sua carriera politica nel 2004 come consigliere della provincia di Frosinone sotto Alleanza Nazionale ma solo nel 2005 ottiene il giusto numero di preferenze per essere eletto come consigliere regionale della circoscrizione di Frosinone. Il 28 marzo 2010 ottiene la riconferma per lo stesso incarico, ed in un secondo momento diventa capogruppo, tesoriere, presidente in bilancio del pdl al consiglio regionale.

Uno che sicuramente ha visto girare tanti soldi e che non si è lasciato scappare qualche occasione ghiotta. Sia chiaro, sono le prove inconfutabili che pronunciano la sentenza di accuse contro Fiorito. Sono tutti i soldi che escono fuori in merito alla vicenda Polverini, soldi delle casse della regione. Tantissimo denaro che  Franco Fiorito comincia a spendere nell’agosto del 2011 fino alla primavera scorsa quando arriva ad effettuare pagamenti fino a 100 mila euro in un solo giorno. Tutti bonifici senza intestatario naturalmente e senza neppure causale. Roba da far girare la testa a molti, stanchi e arrabbiati per la situazione insostenibile che si era venuta a creare. L’elenco dei collaboratori esterni che cresceva di giorno in giorno e di anno in anno.

Il Pdl infatti aveva sotto contratto circa 40 persone e tra loro c’è chi arrivava ad avere un compenso doppio più del dovuto. Tutte queste spese non giustificate e fatte passare come «politiche» sono all’esame del Nucleo valutario, così come le «schede» di altri sedici consiglieri che hanno ottenuto i rimborsi. Ma ciò che ha fatto scoppiare la bomba ad orologeria sembrano essere proprio gli estratti conto. Contratti a progetto, consulenze. Ragazzi che venivano presi, licenziati e poi ripresi ancora. E così in alcuni periodi si arrivava ad assumere più di 40 persone. I compensi erano da capogiro. Nella lista compaiono tra gli altri Emanuel Kristador, che ha lavorato anche a Bruxelles,Olimpia Valentini di Laviano e Riccardo Monaco.

Ad ogni modo la polemica su fiorito non si ferma, sono più di 250 i bonifici senza intestatario.

Ma quello che più preoccupa adesso è la reazione di tutti i romani: in molti si dicono favorevoli alle dimissioni di Renata Polverini dalla carica di governatrice del Lazio, dopo lo scandalo che ha travolto dall’ex capogruppo del Pdl alla Regione Franco Fiorito, accusato di peculato dalla Procura capitolina.



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