Domenica, 17 dicembre 2017 - ORE:16:46

Obama promuove la riforma del Fisco e scende in pista per la rielezione


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Mentre i repubblicani lo attaccano e lo accusano di non essere all’altezza per poter portare gli Stati Uniti fuori dalla crisi economica e finanziaria, il presidente Barack Obama, in vista delle elezioni di novembre, promuove la riforma del Fisco e si mette in mostra per la rielezione. Per quanto riguarda la propaganda, di recente ha partecipato all’inaugurazione del Museo di storia afro-americana con la moglie Michelle, e si è esibito alla Casa Bianca microfono alla mano facendo un duetto con il grande B. B. King.

La riforma del Fisco promossa da Obama prevede che le tasse alle imprese che producono negli Usa vengano abbassate attraverso una riduzione dell’aliquota sui profitti dal 35 al 28 per cento. Oltre a questa riforma Obama e la sua amministrazione hanno intenzione di eliminare molte delle detrazioni fiscali di cui godono attualmente le aziende del petrolio e del gas; i tagli governativi verranno in questo modo compensati con un aumento dei tributi sull’industria petrolifera.

Nei progetti di Obama è presente anche l’introduzione di una tassa sui guadagni realizzati dalle imprese statunitensi fuori dai confini statali. Questa tassa, chiamata minimux tax, servirebbe a contrastare lo sproporzionato utilizzo dei paradisi fiscali off-shore. Problema serio negli Usa, basti pensare che lo scorso anno le imprese hanno pagato al fisco solo 181 miliardi di dollari (sulle entrate tributarie federali totali queste cifre rappresentano il 7,9%).

Obama, dunque, dopo il piano per far pagare più tasse ai ricchi con la proposta di introduzione della Buffett Tax, che eleminerebbe gli sgravi fiscali, voluti da Bush padre e confermati dai presidenti successivi , ai grandi investitori e finanzieri, vuole orientare la sua campagna elettorale sempre più sul tema delle tasse. Il presidente democratico in carica promette leggi e misure che daranno forma alla nuova politica fiscale degli Stati Uniti, se Obama verrà rieletto.

Questi punta molto sul fatto che la difficoltà nella trasformazione dei provvedimenti in leggi al Congresso è dovuta al blocco totale che i repubblicani, in maggioranza alla Camera dopo le elezioni del midterm, mettono in atto senza scrupoli. Nell’ultima intervista uno dei candidati alle primarie del partito repubblicano, Newt Gingrich, ha definito Obama “un socialista incompetente” e un “nemico della nostra religione”. Questo come esempio per far capire i toni duri utilizzati sempre più spesso dai repubblicani, toni che impediscono un accordo tra i due maggiori partiti degli Usa.

La settimana scorsa, riguardo alla riforma del Fisco, ha parlato, illustrandone i principi e i vantaggi, anche il ministro del Tesoro, Tim Geithner, che si è detto d’accordo con il progetto di Obama.



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