Lunedi, 24 luglio 2017 - ORE:16:41

Nilde Iotti, un esempio di donna italiana di fronte al modello dello show-business


Perchè parlare di Leonilde Iotti?

In settimana è arrivata l’ ultima sparata di Daniela Santanchè, deputata del Pdl ed ex – sottosegretario, che afferma: “La Minetti? Come Nilde Iotti. Entrambe sono arrivate al potere senza concorsi e coinvolte in relazioni non di certo istituzionali con i pezzi grossi”. Insomma secondo la Santanchè “è tutto un Bunga Bunga”; ieri come oggi.

Ma è risaputo che la storia recente – intesa stavolta come disciplina- non è stata possibile ancora giudicarla tanto meno metabolizzarla in un quadro generale. Così, senza pareri di storici illustri emergono scempiaggini che, facendo leva sull’ offuscato senso comune, danno lustro a quella parte dell’ Italia che, per dirla “alla Napolitano”, dimostra di essere indegna di portarsi dietro l’ attributo di italianità che dovrebbe essere tanto proporzionale al termine “cultura”.

Il personaggio della settimana, per fare dunque chiarezza, è lei: Leonilde Iotti.

Nilde Iotti nacque a Reggio Emilia nel 1920 all’ alba del fascismo; a soli quattordici anni rimase orfana del padre sindacalista e socialista e ciò la porterà a crescere dentro un convinto antifascismo che metterà in pratica dopo la laurea in lettere.

Deciso di darsi in politica si iscrive al PCI nel 1943; il dato meno certo è se effettivamente partecipò alla resistenza come si dice; ciò che è sicuro è che divenne responsabile deli Gruppi di Difesa della Donna all’ interno del PCI.

Divenne pure Presidente Dell’ Unione Donne italiane di Reggio Emilia e per coronare il suo attivismo politico venne eletta in Assemblea Costituente nel 1946.

Proprio nel 1946 ha inizio la sua relazione con Palmiro Togliatti che per lei lascia moglie e figlio; adottano una bambina orfana e la loro relazione avrà termine solo nel 1964 alla morte di Togliatti, molto più anziano di lei.

La Iotti dopo aver lavorato in Assemblea Costituente siede in Parlamento sino al 1999 ricoprendo il ruolo di Presidente d’ Assemblea per tre volte e continuando a detenere oggi il record di presidenza.

Nel 1987 va molto vicina al ruolo di Presidente del Consiglio dopo un mandato esplorativo offertole da Cossiga e 5 aqnni più tardi sfiora la Presidenza della Repubblica.

Si dimise nel 1999 e Giorgio Napolitano, suo compagno di partito disse di lei: “E ancora, abbiamo da contare – mi si lasci ricordare la splendida figura di Nilde Iotti – sulle formidabili risorse delle energie femminili non mobilitate e non valorizzate né nel lavoro né nella vita pubblica: pregiudizi e chiusure, con l’enorme spreco che ne consegue, ormai non più tollerabili”.

Dopo queste parole di Napolitano – oggi Presidente della Repubblica – sono venuti gli scandali del “bunga bunga” e tutti i fatti di cui siamo a conoscenza dove coinvolta fu appunto la nostra “pietra di paragone”: Nicole Minetti; diplomata, ballerina, e igienista dentale dalla scuola nell’ ospedale San Raffaele di Don Verzè per poi diventare privata di Silvio Berlusconi.

Le reazioni della politica italiana? Interessante vedere le parole di Fabio Rizzi che, essendo deputato Lega Nord, esemplifica molto bene il grado di scandalo delle parole della Santanchè: “La Santanché, ancora immersa nella sua deformazione professionale del Billionaire, una volta entrata in politica crede ancora di essere nel dorato mondo della lap-dance. Nilde Iotti come la Minetti? È fuori di testa. Questo fa capire come l’ex sottosegretario all’attuazione del programma di governo, sia entrata nel governo Berlusconi per meriti politici con un’ampia cultura storica”.

Noi per commentare facciamo decidere agli italiani: chi volete come personaggio della settimana?



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