Mercoledi, 18 ottobre 2017 - ORE:20:41

Lagarde: l’Esm va “rinforzato” al più presto. No della Merkel


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La presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, lancia l’ammonimento all’Ue: i 500 milioni dell’Esm, il nuovo fondo Salva-Stati Ue, non sono sufficienti per mettere un freno alla crisi della moneta unica e garantire, ai Paesi maggiormente esposti, la sicurezza del debito pubblico dal contagio di un (non certo, ma possibile) default della Grecia. La Lagarde si fa sentire anche sul tema degli eurobond, portandoli come esempio di forma di condivisione dei rischi che gli stati europei dovrebbero adottare.

La Germania, tramite il suo ministro delle Finanze Schaeuble prima, e il portavoce della Merkel poi, si è dichiarata contraria, affermando che è meglio agire con i mezzi già a disposizione. Questo rifiuto, anche se (almeno apparentemente) non sembra irrevocabile, ma solo un modo per prendere tempo, mette comunque in luce le posizioni “rigoriste” che lascerebbe Berlino isolata nella difesa di tesi che hanno dimostrato di essere non sufficienti a salvare l’euro. I capi di governo hanno deciso di rinviare la decisione al vertice di Marzo. Tra i paesi più a rischio spiccano Italia e Spagna. Alla riunione dell’altro ieri il presidente del Consiglio italiano e ministro dell’Economia, Mario Monti, ha spiegato le sue prossime mosse, dopo la manovra di dicembre e le liberalizzazioni: le semplificazioni e la riforma del lavoro.

Sia la presidente dell’Fmi, che il commissario Ue Ollie Rehn, hanno elogiato il lavoro di Monti, apprezzandone particolarmente i contenuti e la velocità. Ora resta il nodo Germania, che, opponendosi al potenziamento del fondo Salva-Stati, secondo la Lagarde rischierebbe di far entrare Italia e Spagna in crisi di solvibilità con gravi conseguenze per la stabilità del sistema. Al fronte favorevole al raddoppio dell’Esm, dunque, non resta che aspettare. Per quanto riguarda Monti, la sua esperienza, e la sua competenza, fanno ben sperare. Ma vediamo quali  provvedimenti dovrebbero essere applicati per concepire un Europa più solida e meno debole dal punto di vista finanziario:

In questo caso la ricetta migliore  è  più integrazione finanziaria tra i membri UE, quindi una conseguente integrazione dal punto di vista fiscale. Infatti ancora oggi si contano almeno 17 paesi con fiscalizzazioni completamente differenti e politche economiche non predisposte alla collaborazione tra i vari stati dell’Unione Europea. Ovviamente la migliori delle soluzioni proposte per risolvere la crisi finanziaria che sta colpendo diversi paesi europei, come detto in precedenza, è quella degli eurobond: l’ex ministro dell’Economia italiano, Giulio Tremonti, ha risposto positivamente, e si dice favorevole all’emissione di nuove obbligazioni, quindi nuovi titoli di stato garantiti da tutte le nazioni che adottano l’euro.

Vedremo in futuro se il dibattito politico volgerà al termine con delle soluzioni veramente efficienti per l’economia europea. Nel frattempo permetteteci di speculare. Attendiamo aggiornamenti.



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