Mercoledi, 20 settembre 2017 - ORE:11:19

L’Italia degli Incalza? Politica allo sbando!

Lupi

Lupi

La corruzione continua a fare strage, strozzando l’Italia. Questa volta parliamo di Ercole Incalza, dirigente del Ministero dei Lavori Pubblici, arrestato dopo l’inchiesta della procura di Firenze sugli appalti Grandi Opere e Tav. Il Ministro dei Lavori Pubblici, Maurizio Lupi, si è appena dimesso da Ministro, nonostante non sia sotto inchiesta giudiziaria, ma sotto un’inchiesta morale.

Ercole Incalza agli arresti, ma cosa è successo?

Inizia la settimana e scattano gli arresti di Incalza e di altri imprenditori coinvolti in un giro di tangenti per gli appalti Grandi Opere e Tav. Incalza è il dirigente della Prima Repubblica che è rimasto indenne per quasi sette governi senza mai essere rimosso. Se avesse lavorato nel mondo privato, sarebbe stato licenziato immediatamente, perché i risultati ottenuti, in termini di tempo e di efficienza, nel corso della sua dirigenza sono pessimi e fermi solo all’8% delle opere avviate durante la sua permanenza al Ministero.

Cosa c’entra Lupi?

Il ministro Lupi, sebbene non sia indagato, è moralmente coinvolto; nelle intercettazioni emerge il Ministro che chiede a Incalza d’incontrare suo figlio Luca, appena laureato per trovare un posto di lavoro; Incalza non fa problemi e contatta degli imprenditori per risolvere la faccenda. Sempre dalle intercettazioni emerge che la famiglia Lupi ha ricevuto regali dagli arrestati, è il caso del rolex dal valore di 10 mila euro regalato a Luca Lupi per la sua laurea. In un primo momento, Lupi non voleva dimettersi perché non sotto inchiesta, ma quando la vicenda mediatica ha iniziato a riaprire la questione morale, ha deciso di informare il Parlamento sulla faccenda e di dimettersi subito dopo, come annunciato a Porta a Porta.

Le dimissioni, Renzi e la questione politica-morale

Le dimissioni, mal digerite, sono state il frutto di una pressione sul governo Renzi, da più parti ci si chiede come mai Renzi agisca in modo diverso dal Renzi di un anno fa che sulla vicenda del ministro Cancellieri non indagato, durante l’esecutivo Letta, aveva invocato le dimissioni in nome della questione morale. Renzi, in effetti, non si è esposto prima delle dimissioni, ma dopo, dicendo: “Decisione saggia!”. Il Nuovo Centro Destra, partito di Lupi, mostra i denti e, dopo aver sacrificato il suo Ministro, mugugna molto, Nunzia De Girolamo, capogruppo NCD alla Camera, infatti, evidenzia un Renzi bifronte che vuole il sacrificio di Lupi, ma  che non si esprime sulle vicende simili e sulle persone coinvolte che riguardano il Partito Democratico.

Adesso  Renzi vorrebbe accentrare il suo potere, collocando al Ministero dei Lavori Pubblici una persona a lui vicina, non più riconducibile a NCD, sebbene il partito di Alfano non vorrebbe sminuita la sua presenza nella compagine governativa. Si vocifera che quella casella potrebbe essere riempita da Raffaele Cantone, attualmente Presidente dell’Autorità Anticorruzione, o da Graziano Del Rio, braccio destro di Renzi.

Il vero problema è che la corruzione dilaga, ma coloro che ricoprono ruoli dirigenziali, amministrativi e politici sono rappresentanti della società, pertanto sorge immediata una domanda: forse è la società corrotta? Speriamo che la giustizia faccia il suo equo corso!

 



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