Giovedi, 24 agosto 2017 - ORE:04:58

Una rivoluzione a 5 stelle


“Un movimento nato dal basso”, questo l’incipit con cui Beppe Grillo inizia quasi sempre ogni comizio e rappresenta le fondamenta su cui si basa tutto il resto. Fondato nel 2009 la crescita del movimento è stata esponenziale: è partito con una ventina di liste civiche, sparse un po’ tra i comuni del centro-nord, poi alle regionali si presenta con cinque possibili candidati in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Campania. In due regioni il movimento 5 stelle ottiene quattro seggi: Davide Bono si insedia in regione Piemonte e Giovanni Favia in Emilia-Romagna. È chiaro ormai che il panorama politico italiano è destinato a cambiare radicalmente e i vecchi politici cominciano adesso a considerare la possibile minaccia Beppe Grillo.

Con le comunali di oggi, vediamo il primo sindaco a cinque stelle a Sarego, laureato con lode in ingegneria informatica all’Università di Padova, alla Stampa dichiara di seguire “da sempre il web e i social network. E’ anche per questo che mi sono avvicinato al blog di Grillo”. Politico per necessità? “Non proprio”. Il neo sindaco è project manager all’Enel di un gruppo di sviluppo di mobile applications. Donatore di sangue, incensurato – come da statuto dei grillini – e trasparente. “Abbiamo speso circa 300 euro per la campagna elettorale”.

Sono pochi e semplici i punti chiave del programma di Grillo, che se letti a fianco dello scenario degradato e corrotto della politica odierna lascia capire da sé i motivi del gran successo del movimento. Scaricabile direttamente dal blog del comico, i paragrafi del programma si suddividono tra Stato e cittadini, Energia, Informazione, Economia, Trasporti, Salute e Istruzione. Obiettivi come la “Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica” oppure l’ “Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo”, hanno fatto risuonare tra gli antagonisti la parola: “antipolitica”, riportata a volte e lettere cubitali dai giornali finanziati dallo stato. “Questi non hanno capito con chi hanno a che fare” commenta Grillo a uno dei tanti giornalisti che fanno la coda per chiedergli un’intervista “ non con un saltimbanco populista demagogo, ma hanno a che fare con milioni di cittadini che hanno detto basta”. “Tutto sta cambiando con una velocità pazzesca – continua il comico – il 10% del parlamento tedesco è fatto da ragazzi di 23 anni che si chiamano il Partito del Pirati. In Islanda hanno chiuso le banche, fatto arrestar ei banchieri e riscrivono la costituzione”. E sui finanziamenti ai partiti conclude così: “ Il 98% dei cittadini ha detto vent’anni fa che non lo devono prendere. Noi siamo la prova vivente che stiamo andando verso percentuali enormi senza lire, senza tesorieri, senza soldi, ma col volontariato”.

E sicuramente fa scalpore sapere che i già eletti consiglieri regionali Davide Bono e Giovanni Favia si sono ridotti lo stipendio a duemilacinquecento euro al mese, quando la Lega Nord esplode sotto le accuse di tangenti destinate al Trota e il Pdl si frantuma in mille pezzi sul caso della giunta Formigoni.

E se Bologna è stata la città del battesimo, Parma si scopre essere quella della maturità. Come scrive Giulia Zaccariello sul Fatto Quotidiano, “all’indomani dei risultati delle ultime amministrative, l’Emilia Romagna si conferma la patria del Movimento 5 stelle. Qui la realtà ispirata a Beppe Grillo ha sempre trovato il terreno fertile, e l’humus migliore per gettare le radici e cominciare a crescere. E qui oggi sta vivendo la sua affermazione politica”.

Federico Pizzarotti è il candidato sindaco a Parma e ha portato la sua lista in ballottaggio con il Pd. Questo successo testimonia come dal primo V-day tenuto in Piazza Maggiore a Bologna, le idee di Grillo abbiano pian piano trasformato la rossa Emilia nel vero laboratorio del movimenti 5 stelle. Governata da anni da un deludente Pd, i cittadini di questa regione hanno preferito optare per un’alternativa migliore, capace di resistere alle offensive del centro destra. E oggi il virus Beppe Grillo, o meglio, la rivoluzione a 5 stelle, attecchisce ovunque, specie dove la politica si è dimostrata più degradata e più corrotta e ha sancito da sola la propria inevitabile rovina.



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