Venerdi, 26 maggio 2017 - ORE:11:18

Spending review, la salvezza renziana

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Matteo Renzi, dopo aver incassato la fiducia di Angela Merkel, incassa il sì delle due Camere che, ieri, hanno visto intervenire il Presidente del Consiglio in riferimento alla spending review e all’affaire Europa.

La spending review? Una salvezza per i piani renziani

Le riforme annunciate, nei giorni scorsi, da Renzi, impegnano lo stesso Presidente del Consiglio ad assicurare una copertura solida, ma sopratutto sicura, per poter avviare il famigerato cammino del cambiamento che, oramai da anni, l’Italia attende. Il maggior contributo arriverà dal taglio della spesa, ovvero, dalla spending review. L’obiettivo, oltre a quello di reperire fondi, tra cui i 10 miliardi necessari per garantire l’aumento di quasi 1000 euro netti all’anno nelle buste paga dei lavoratori dipendenti, è quello di puntare sullo snellimento e sull’efficenza della macchina burocratica. Il commissario della revisione della spesa, Carlo Cottarellinominato dal Governo Letta, ha presentato un piano che, solo per il 2014, prevede un’entrata di circa 7 miliardi, ma lo stesso commissario è intervenuto: “Sono scelte politiche“. Le considerazioni di Cottarelli sono state, immediatamente, riprese da Renzi che, a riguardo, ha dichiarato: “Come mamma e papà in una famiglia, diciamo noi cosa tagliare“. La riforma del lavoro, che ha già aperto il dibattito nel mondo sindacale, necessita di un supporto economico strutturale che impegna il Governo a tagliare, necessariamente, il superfluo. Annunciata nel frattempo, l’approdo in aula del testo sulla riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione che, senza ombra di dubbio, porterebbe un notevole risparmio nelle casse statali. 

L’Europa e il famigerato 3%

I fondi necessari saranno attinti, oltre che dalla spending review, anche dallo 0,4% mancante per raggiungere il famigerato 3% del rapporto debito/pil, cifra, come è noto, imposta dall’Europa. Quest’anno, infatti, il rapporto italiano dovrebbe attestarsi intorno al 2,6%, pertanto l‘impegno di Renzi è quello di utilizzare il restante 0,4 (che ammonterebbe a circa 7 miliardi di euro) per raggiungere il tetto massimo. L’Europa, ovviamente, è intervenuta per ribadire che, sebbene le riforme siano necessarie, occorre che l’Italia mantenga gli impegni assunti; le dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, e il Presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, percorrono il medesimo binario: rispetto della soglia massima. Renzi, intervenuto sul tema, dichiara: “L’Italia manterrà l’impegni, ma la soglia del 3% è anacronistica; occorre la crescita“.



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