Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:03:39

Sempre più lontano l’accordo sul Senato

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Tra le riforme costituzionali volute dal governo Renzi, la modifica costituzionale circa le competenze e l’organizzazione del Senato della Repubblica è la più importante e, al contempo, la più contestata. Le idee renziane, che prevederebbero il cambio della guardia con la Camera degli enti locali (camera non eletta che non accorda più la fiducia e non si esprime sul bilancio statale) cedono il posto a nuove ipotesi istituzionali.

Berlusconi: “No al dopo-lavoro per i sindaci”

In un primo momento la posizione governativa, come più volte ribadito dal Ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, sembrava che non sarebbe mutata, ma dopo l’incontro tra Matteo Renzi e Giorgio Napolitano, il Governo ha deciso di percorrere la linea del confronto, soprattutto su un tema delicato come quello delle riforme costituzionali. Sebbene Silvio Berlusconi abbia fatto sapere che non è in discussione il patto di ferro con Renzi, il leader forzista ribadisce il suo disappunto su alcuni punti della riforma del Senato. Berlusconi condanna apertamente la non eleggibilità dei futuri senatori e la presenza eccessiva dei sindaci a discapito delle regioni; queste le sue parole: “Non vorrei una Camera che diventi un dopo-lavoro per i sindaci“.

Quagliariello: “Bene l’apertura renziana”

Nonostante alcuni pilastri renziani restino fermi, la questione eleggibilità dei senatori è rimessa in discussione. Gaetano Quagliariello, esponente di punta del Nuovo Centro Destra,  loda l’apertura renziana e riprende le posizioni di Calderoli e del lettiano Francesco Russo, che prevedono un’elezione ibrida, frutto dell’intermezzo tra l’elezione di primo grado e l’elezione di secondo grado. Secondo l’ipotesi suddetta, gli elettori, esprimendosi circa la composizione del Consiglio regionale, indicheranno alcuni consiglieri, inseriti in un apposito listino, che potrebbero sedere a Palazzo Madama; la decisione ultima, poi, spetta al Consiglio regionale che indicherà i senatori ufficiali.

Il disegno Chiti e la questione M5S

Buona parte dei senatori del Partito Democratico fa quadrato attorno al disegno di legge di riforma costituzionale del senatore Vannino Chiti; la proposta, che ha trovato la posizione favorevole del Movimento Cinque Stelle che si è dichiarato aperto ad un confronto leale e condiviso, prevederebbe, per il Senato, l’elezione diretta dei senatori. Sulla questione, Renzi incontrerà i senatori Pd e cercherà d’individuare una linea unica e condivisa. 

I lavori in commissione e le altre modifiche

Mercoledì cominceranno i lavori in commissione Affari Costituzionale del Senato e già si prevedono ulteriori ritocchi della macchina costituzionale, tra questi la revisione delle competenze statali, la definitiva chiusura della questione della materia concorrente Stato/Regioni e l’elezione dei senatori in proporzione al numero degli abitanti di ciascuna regione.



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