Lunedi, 21 agosto 2017 - ORE:16:07

Sarkozy: il tramonto di un presidente


Nello scorso weekend la Francia veniva declassata da S&P, e il presidente della repubblica Nicholas Sarkozy si trovava a bordo di una piroga in Guyana, ad augurare il buon anno ai Territori d’Oltremare. Giovedì scorso aveva in programma una visita a Roma, ma l’ha annullata. La cancelliera tedesca Angela Merkel, che fino a poco fa era molto vicina alle decisioni del presidente francese, in questo periodo ha incontrato una lista di nomi illustri: il premier del Portogallo Coelho, della Svezia Reinfeldt, dell’Austria Faymann, della Spagna Rajoy, del Belgio Di Rupo, oltre a Barroso, Van Rompuy e la direttrice del Fondo Monetario Internazionale Christine Lagarde. Ma non Sarkozy.

Questi non è stato mai citato, cosa che fa pensare visto il periodo di grande rivalità dovuto alla vicinanza delle elezioni, dal suo rivale François Hollande durante i comizi elettorali. Neanche nel discorso di apertura della sua campagna elettorale, durato un’ora e mezzo, davanti a 20 mila persone, Hollande, il candidato per il Psf, ha nominato Sarkozy. Dato che contestarlo senza mezzi termini sarebbe stato più che sufficiente per guadagnarsi, visto l’alto tasso di disoccupazione in Francia, non solo degli applausi, ma delle ovazioni, perché Hollande non l’ha citato? Perché non è necessario. I sondaggi infatti gli danno 7 punti di vantaggio (a salire) con Sarkozy che detiene un indice di gradimento pari al 23% (una catastrofe, non c’è neanche bisogno di dirlo). Così, la settimana scorsa, sul quotidiano Le Monde appare il titolo “Sarkozy: se perdo smetto”.

Nell’autunno del 2011 era arrivato quasi al 30% nei sondaggi, puntando soprattutto sulla politica estera (l’impegno nella guerra in Libia) e le varie manovre anticrisi fatte con l’appoggio, che ora sembra mancare, della Merkel. Sarkozy aveva un calendario pieno di impegni, tra G20 e Bruxelless, e, oltre a partecipare attivamente, influenzava molto le scelte dell’Unione Europea. Oggi, però, sembra essersi arreso all’evidenza dei fatti: l’Europa si governa da Berlino, almeno la metà del popolo francese lo detesta. Così di recente ha dichiarato ai giornali che, in caso di sconfitta alle elezioni, “la smetto del tutto con la politica” e che “non sentirete più parlare di me”. Perfino la rappresentate dell’ultradestra estremista Marine Le Pen insidia Sarkozy al secondo posto nei sondaggi.

La democratica Martine Aubry ha dichiarato, riguardo al presidente in carica, che “la Francia ha già voltato pagina”. In tanti non lo considerano più, lo vedono come un estraneo, ed è comprensibile se si pensa che negli ultimi tempi il presidente francese parlava più di spread e bond che di fisco e disoccupazione. Intanto il suo partito, l’Ump, ha reso noto il progetto per il 2012, e sostiene di credere ancora in Sarkozy, che viene definito “un pessimo presidente, ma un grande candidato”. Sarkozy, però, afferma ai giornali che “fare l’avvocato dal martedì al giovedì non mi fa paura”. Le elezioni, comunque, sono vicine. Staremo a vedere.



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