Martedi, 17 ottobre 2017 - ORE:18:57

RUSSIA: leggi anti-gay per distrarre i cittadini da Putin


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A San Petroburgo è multa per chi fa propaganda gay tra i minori: dal 11 Marzo, infatti, nella citta’ simbolo del tavoliere russo vi è una legge che prevede sanzioni molto dure riguardo alle minoranze sessuali del paese.

Sostenitore di questa iniziativa è il patriarcato ortodosso che ha condiviso questa legge anti-costituzionale: “La determinazione mostrata dai rappresentanti delle minoranze sessuale e il loro desiderio di continuare a manifestare davanti a istituti per l’infanzia indica la tempestività di questa legge regionale, che dovrebbe, senza indugi, ottenere status federale”, ha dichiarato Dmitri Pershin, responsabile del dipartimento giovani della chiesa ortodossa moscovita.

A questa legge, approvata in terza e definitiva lettura dal Parlamento nazionale russo (Duma),

hanno votato a favore 29 deputati, cinque contrari e un astenuto, mentre 15 non hanno partecipato al voto.

Questa norma punta il dito, in modo particolare, alle propagande omosessuali , ovvero eventi e manifestazioni che sostengono atti di lesbicismo, bisessualismo e transgenitismo tra i minori. Cosi’ facendo, la legge attua sanzioni molto dure sulle manifestazioni come il gay-pride nel ipotetico caso che un cittadino sotto i 18 anni venga a farne parte. In piu’ la legge prevede multe di 5000 rubli ( 120 euro) per i singoli, di 50 mila rubli (1200 euro) per i dipendenti pubblici e sino a 500 mila rubli (12 mila euro) per le organizzazioni che promuovono pubblicamente tali attività. La normativa è stata adottata a livello locale da alcune regioni come l’ Astrakhan nel sud della Federazione, nella centrale Ryazan e a Kostroma. Da molti anni, le associazioni LGBT russe tentano di attuare delle manifestazioni omosessuali a Mosca e a San Pietroburgo, ma le richieste vengono puntualmente respinte e punite a manganellate da un governo e da una Nazione profondamente omofoba.

Nonostante sia stata abolita nel 1993 come reato, in Russia l’ omosessualita’ è stata considerata malattia mentale fino al 1999.

La comunita’ internazionale ha deciso di opporsi a questa norma e sono in atto gia’ proteste in tutto il mondo per andare contro a questa abolizione della liberta’ di esperessione.

In Italia, ad esempio, si è tenuta una manifestazione davanti l’ Ambasciata russa, mentre l’ Europarlamento ha tempestivamente condannato la legge con grande fermezza.

L’ associazione AllOut, inoltre, ha ralizzato un video che raffigura il silenzio a cui molti russi sono oramai condannati e, in seguto, stanno promuovendo una petizione che si impegna a raggiungere le 100mila firme. Tutto questo per mettere in guardia il governatore sul fatto che, una citta’ senza diritti, è una citta’ non degna di essere visitata, nonostante la sua bellezza artistica.

Va infatti tenuto presente che San Pietroburgo vanta di essere la citta’ piu’ visitata della Russia e l’ intento dell’ associazione è proprio quello di boicottare il settore turistico da parte delle comunita’ gay straniere, fino a che il governo non ritenga opportuno abolire le decisioni prese.

Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, le nuove leggi russe sono frutto di decisioni esclusivamente politiche. La legge, secondo il deputato, è solo un tentativo di distrarre l’attenzione dalla proteste di questi ultimi giorni contro Vladimir Putin e il Cremlino. I politici, quindi, hanno offerto gli omosessuali come vittime sacrificali ai ussi scontenti.



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