Mercoledi, 18 ottobre 2017 - ORE:20:38

Riforma della Giustizia 2.0 in dodici punti

riforma della giustizia

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Matteo Renzi, a conclusione dell’ultimo Consiglio dei Ministri, ha presentato in 12 punti guida la riforma della Giustizia che comincerà a concretizzarsi solo dal primo di Settembre. Nei mesi che precedono l’arrivo della data cruciale, il Presidente del Consiglio vuole avviare un confronto aperto con tutti gli interessati, evitando la deriva in cui si è caduti in questi ultimi 20 anni.

Le novità su: processo civile, CSM e responsabilità civile dei magistrati

Per anni l’UE ha accusato l’Italia di avere un processo civile dalla durata indeterminata, superando, eccessivamente, la durata media europea. Le intenzioni del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in accordo con Matteo Renzi, vogliono portare la durata massima del processo civile ad un anno, eliminando le numerose scartoffie che oberano, attualmente, i tribunali. Il Governo, in sintesi, vuole facilitare l’introduzione del sistema telematico.

Il Consiglio Superiore della Magistratura, organo costituzionale, posto a garanzia dell’indipendenza delle toghe, subirà una rivoluzione, solo dopo il rinnovo imminente delle cariche, secondo il seguente principio espresso da Renzi: “Chi giudica non nomina e chi nomina non giudica“.

Sulla responsabilità civile dei magistrati, il Governo vuole abbandonare la strada intrapresa dall’approvazione, alla Camera, dell’emendamento Pini a favore, invece, di una responsabilità delle toghe simile alla linea UE. Ricordiamo che l’emendamento Pini permetterebbe al cittadino, vittima della mala giustizia, di rifarsi direttamente sul giudice che ha agito con dolo o colpa grave.

Sul piatto della Riforma della Giustizia anche falso in bilancio, prescrizione e intercettazioni

Sul tema prescrizionale, Renzi assicura che la questione sarà affrontata in modo civile, mentre sul falso in  bilancio vi saranno norme degne del reato di cui si parla; questione annosa, invece, quella delle intercettazioni, perché, se da un lato non si vuole limitare l’uso concesso al giudice, dall’altro si vuole evitare l’abuso delle pubblicazioni delle medesime. Su quest’ultima questione, il Governo vorrebbe convocare tutti i direttori dei giornali e capire il da farsi. Al momento la riforma rimane solo un insieme di punti su un documento.



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