Domenica, 19 novembre 2017 - ORE:11:20

Renzi diviso tra l’identità del PD e la tentazione delle elezioni

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L’identità del PD potrebbe essere quella di partito nazionale?

Riprendendo un’espressione usata spesso, e forse abusata, nella storia politica italiana, Matteo Renzi, forte del 41 % delle scorse Europee, vorrebbe un partito nuovo che attraversi trasversalmente il Paese: dagli anziani ai giovani, dai datori ai lavoratori. Ecco la definizione di Partito della Nazione che apre le porte a tutti e che non faccia diventare le sue ideologie dei totem, ma piuttosto si mette al pari dei tempi e dei suoi cambiamenti. La parola utilizzata dal Presidente del Consiglio per sintetizzare il suo pensiero è opportunità e dice: “Essere sinistra, oggi, vuol dire dare opportunità contro ogni forma di opportunismi e poteri forti.

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La minoranza dem non ci sta e Sabato protesterà con la CGIL

La nuova veste renziana del PD non piace alla minoranza democratica che fa sentire la sua voce. Stefano Fassina critica un’apertura così ampia del PD senza alcun riferimento identitario; Gianni Cuperlo, temendo che la Leopolda, manifestazione socio-culturale organizzata da Matteo Renzi negli ultimi anni e che si terrà a Firenze questo fine settimana, possa diventare un partito parallelo, afferma: “Resisterò sino a quando non arriveranno i Razzi e gli Scilipoti“.  Pippo Civati scherza e cita anche Bennato: “Manca Verdini (braccio destro di Berlusoni) e…  Poi si parte. Prima stella a destra, questo è il cammino.” Immediata la risposta di Renzi: “Veniteci a questa Leopolda e vedrete! Dimenticavo, però, che Sabato avete da fare“. Il Presidente del Consiglio fa riferimento alla manifestazione della CGIL, a cui parteciperanno i dissidenti democratici, organizzata contro la riforma del lavoro.

La tentazione nascosta di andare a votare di Matteo

Dai palazzi della politica, oramai da giorni, giungono voci circa la possibilità di andare a votare la prossima primavera. Sarebbe questa, infatti, la tentazione di Renzi che, aprendo il Partito Democratico secondo l’egidia del Partito della Nazione a sinistra, accogliendo i transfughi di Sel, e al centro, allargando le file democratiche ai superstiti di Scelta Civica, punterebbe al 45%. Sull’italicum, intanto, ci sarà un colpo di scena: il premio di maggioranza andrà alla lista che avrà ricevuto più voti e non alla coalizione. Sul punto ci sarebbe l’assenso del Nuovo Centro Destra, che punterebbe, però,all’abbassamento delle soglie, smarcandosi così dall’alleanza con Berlusconi, e il quasi ok di Forza Italia.

Visti questi stravolgimenti, a giorni, il Patto del Nazareno, quello siglato tra Berlusconi e Renzi, sarà modificato.



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