Sabato, 19 agosto 2017 - ORE:03:35

Governo tecnico dopo Monti: Questa Italia ne vuole veramente un altro?


governo tecnico dopo Monti

Governo tecnico dopo monti? – Ormai tutti se lo chiedono: “Come sarà la natura del prossimo governo?”. Una domanda a cui la maggioranza ancora non sa rispondere. Attualmente tutte le forze politiche si stanno preparando per scendere in campo, forti di nuove coalizioni. C’è chi si chiede se sia veramente una buona idea riaffidarsi al comando dei partiti, che in passato si sono fatti guerra sul piano economico e giurisdizionale. Quelli stessi partiti che nel giro di 10 anni non hanno saputo fronteggiare una crisi economica come quella Italiana, che ha rischiato di mandare in fallimento un’intera nazione.

Risultato? A Monti tocca fare il “lavoro sporco”, vale a dire tassare il tassabile. Ora si possono costatatare i danni di alcune scelte non ponderate: Il 70% delle aziende nazionali deve chiudere, manca lavoro e l’età di prepensionamento scorre sempre più avanti. Quando vedremo i nostri cari genitori andare in pensione? Forse non ci andranno mai, nonostante abbiano lavorato come muli per più di 30 anni versando contributi? Sono domande a cui non potremo mai rispondere, finchè non capiremo quali sono i nuovi piani di governo. Per adesso si sa, c’è crisi. C’è chi consiglia ai giovani di laurearsi il prima possibile e “fuggire” all’estero. C’è chi addirittura progetta di trasferirsi con l’intera famiglia fuori dall’Italia. Ma nonostante questa situazione gravosa, si attende una risposta concreta da quest’anno.

Ci sarà un governo tecnico dopo Monti?

Intanto dal sondaggio del corriere della sera è venuto fuori che almeno 4 italiani su 10 non disdegnerebbero un altro governo tecnico dopo Monti. Le ragioni di questi risultati si possono facilmente spiegare in una mancata fiducia verso le coalizioni partitiche, che ormai stanno pian piano perdendo di credibilità.

Vediamo prima il PDL naufragare con Silvio Berlusconi esattamente un anno fa, dopo gli scandali ruby e i procedimenti penali (finiti poi in prescrizione) che lo vedevano reo di corruzione giudiziaria,  finanziamento illecito a partiti e falso in bilancio. Vediamo nelle stesse condizioni la Lega Nord:  Durante il processo del 5 aprile 2012  viene dichiarato colpevole lo stesso Umberto Bossi di aver utilizzato soldi destinati al partito.

Veniamo poi alla questione PD. Anche su questo frangente sorgono diverse perplessità. A cominciare dal fatto che sono ormai anni che non si riesce a trovare degli accordi tra coalizioni, che permettano una reale cooperazione tra tutti i movimenti di centro-sinistra. Recentemente abbiamo potuto notare quanto possa essere difficile una convivenza tra moderati e progressisti, capitanati rispettivamente Rosy Bindi e Nichi Vendola. Ma stesso discorso vale per la possibile coalizione tra le forze di Renzi e Bersani: entrambi vogliono essere la prima donna del PD.

In definitiva stando ai sondaggi, non si riesce ancora a capire bene quale sia la tendenza media di coloro anche andranno a votare alle prossime elezioni. C’è chi tutt’ora inizia già ad avere paura dello “spauracchio” Grillo,  capo del movimento 5 stelle, e chi addittura teme l’astensione dal voto. Non sottovalutiamo infatti lo scarso interesse verso la politica dei giorni nostri, una politica ormai considerata dall’italiano medio priva di alcun genere di valore morale.



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