Giovedi, 24 agosto 2017 - ORE:05:05

Putiferio per l’incontro tra Renzi e Berlusconi

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L’incontro tra Renzi e Berlusconi scatena le polemiche tra i banchi politici

L’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, che ha chiuso una settimana, quella scorsa, abbastanza movimentata, ha riacceso i riflettori sul ruolo dello stesso Berlusconi nello scenario politico nazionale. Le modalità di azione di Matteo Renzi hanno aperto una nuova spaccatura interna al Partito Democratico. L’ala bersaniana, infatti, non ha gradito l’incontro con il già Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, avvenuto, peraltro, nei locali della segreteria nazionale.

Renzi ha resuscitato un morto della politica

L’accusa mossa dai bersaniani è quella di aver sdoganato un morto della politica, visto che Silvio Berlusconi è decaduto, da qualche mese, dallo scranno di Palazzo Madama, sede del Senato. Renzi, dal suo canto, dichiara di non accettare lezioni da coloro che fino a poco tempo fa hanno concordato con lo stesso Berlusconi l’attuale Governo e l’attuale Presidente della Repubblica. “Nella scena politica è presente anche Forza Italia il cui leader è proprio lui, Silvio Berlusconi, quindi – chiarisce Renzi – occorre interloquire anche con lui”.

L’incontro ha visto la convergenza dei due sulla legge elettorale, sull’abolizione del Senato della Repubblica a favore di una camera rappresentativa degli enti locali e sulla riforma del Titolo V della Costituzione. 

Legge elettorale: ci sono sviluppi

Sulla legge elettorale, Matteo Renzi ha cercato di mantenere vivo il dialogo con tutte le forze politiche, in modo tale che i lavori parlamentari sul testo, che inizieranno il prossimo 27 Gennaio, vedranno già un proposta iniziale su cui discutere. Nonostante i malumori interni, le critiche del Movimento Cinque Stelle e i distinguo delle forze minori dell’attuale maggioranza, ovvero Nuovo Centro Destra e Scelta Civica, la proposta renziana, approvata dalla direzione del Pd con 111 favorevoli, 34 astenuti e nessun contrario, vede nascere l’italicum, come definito dallo stesso segretario Renzi. Le caratteristiche del nuovo modello elettorale, simile a quello spagnolo, è l’affermazione del bipolarismo, il doppio turno, qualora al primo nessuno dei partiti abbia raggiunto il 35% e un listino bloccato con un numero assai ridotto di candidati per ogni circoscrizione, come indicato nelle motivazioni di incostituzionalità del porcellum dalla stessa Corte Costituzionale.

Critiche aspre dalla Lega e da Grillo

Le critiche più aspre riguardano da un lato le liste bloccate, dall’altro l’aver portato avanti un dialogo con Silvio Berlusconi, un pregiudicato dichiara il Presidente del Partito Democratico, Gianni Cuperlo. La Lega, a riguardo, si esprime in modo lapidario “è una legge truffa”, mentre Beppe Grillo rinomina la proposta legge elettorale con il soprannome di pregiudicatellum, perchè concordata con il condannato Silvio Berlusconi. Nel frattempo, sia Enrico Letta, Presidente del Consiglio, che Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, osservano tutto in silenzio, attendendo le prossime mosse dei partiti.



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