Mercoledi, 23 agosto 2017 - ORE:06:08

ObamaCare e pensioni: scontro e accordo


ObamaCare

Al termine del primo dibattito con Obama, un consultente di Romney ha definito la riforma sanitaria voluta dal presidente ( ObamaCare ) non solo “dannosa per l’economia” ma addirittura “inutile”, in quanto, secondo lui, i singoli stati potrebbero subentrare e assicurare la copertura sanitaria per le malattie preesistenti. Questa dichiarazione si è rivelata, per più motivi, una bufala. Punto primo: Romney ha ben chiarito nell’ObamaCare di voler eliminare le restrizioni alle vendite assicurative interstatali, privando gli stati di ogni potere regolamentare.

ObamaCare e Pensioni

Punto secondo: se esigi che le compagnie assicurative coprano tutti , le persone sane, prima di stipulare una polizza, aspetteranno di ammalarsi sul serio, facendo schizzare alle stelle i premi assicurativi. E’ quindi necessario, nell’ObamaCare, di abbianare le regolamentazioni degli assicuratori al requisito di far si che tutti abbiano un’assicurazione. Per ottenere questo, devi fare in modo di poter offrire sussidi assicurativi agli americani a basso reddito, che devono essere finanziati a livello federale. Questo a cosa porta? Indovinate un po’? A nientemeno che la riforma sanitaria voluta dal presidente Obama che i repubblicani definiscono “un mostro che distrugge la democrazia”. Vedremo se gli americani a novembre sceglieranno la concretezza del presidente in carica o le bugie di Romney.

Per quanto riguarda le pensioni per i meno abbienti i due candidati sembrano, almeno per il momento, d’accordo. La necessità di tutelare le pensioni sociali per i ceti meno abbienti, coperte dal programma Social Security, finanziato come in Europa da prelievi contributivi sugli stipendi, è stata riconosciuta sia da Obama che da Romney. Dopo che per anni i contributi hanno garantito il funzionamento del programma in maniera più che sufficiente , da quest’anno le cose sono cambiate: il Tesoro Usa ha iniziato a finanziare il Social Security. Da qui viene l’urgenza di alzare l’età pensionabile, oggi a 66 anni. Nel 2022 è previsto che aumenti fino a 67 anni.

C’è anche chi sostiene che debba salire molto di più di così: addiritura fino a 72 anni, ma sono solo voci per adesso. Su questo punto è stato solo silenzio tra i due candidati, che si sono dimostrati prudenti sul prendere una decisione drastica.



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