Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:09:13

Nuovo anno, politica vecchia

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La politica vecchia dell’Italia

All’inizio dell’anno i propositi sono tanti, la voglia di cambiamento pervade tutti noi, ma, poi, ci rendiamo conto, quasi immediatamente, che nulla cambia se noi non cambiamo. La stessa cosa succede in politica, entra il 2015, ma i problemi sono sempre uguali. Ecco le notizie dell’ultimo periodo con il quinto appuntamento de #lasettimanapolitica.

La successione di Napolitano

Nel consueto discorso di fine anno, Giorgio Napolitano ha spiegato chiaramente che quello sarebbe stato l’ultimo, chiamando in causa anche il suo successore. Un bilancio, forse, quello che ha voluto fare Napolitano, ma anche un’occasione per puntare il dito contro la mala e marcia politica, richiamando tutti ad un cambiamento necessario e radicale, rivalutando anche il valore supremo del sacrificio, visto nella sua accezione positiva.

Elogi anche ai tanti italiani che, emergendo da questo disastro morale, portano avanti con onore la bandiera e il valore dell’Italia. Intanto si presume che intorno al 14 gennaio, Giorgio Napolitano si dimetterà e darà avvio alle fasi della successione.

La questione dei caschi bianchi romani

La notte di San Silvestro ha visto scoppiare il casus belli dei caschi bianchi. L’83% dei vigili della Capitale era assente per svariati motivi: dalla legge 104 alla malattia, dal rifiuto dello straordinario alla donazione del sangue. L’ira di Marino, lo stupore di Renzi e del ministro Madia, ha riacceso i riflettori sulle norme del pubblico impiego.

Il Presidente del Consiglio rassicura che presto, con le norme sulla P.A., al vaglio del Parlamento, la situazione cambierà radicalmente e si puniranno i fannulloni. Nel frattempo, Grillo si schiera a favore dei vigili, riprendendo la versione di un vigile capitolino che dichiara che la stampa non racconta dei contratti unilaterali, ossia stipulati nell’interesse esclusivo di una parte, e dei salari diminuiti. Questione calda anche quella del piano anti-corruzione del comandante Raffaele Clemente che prevede la rotazione obbligatoria degli agenti sul territorio, approvata anche da Raffaele Cantone.

La presunta leggina salva-Berlusconi

La riforma fiscale del Governo Renzi, annunciata la vigilia di Natale, prevede una norma che depenalizza la frode fiscale relativa a somme al di sotto del 3% dell’imponibile. La stampa, in questi giorni, ha, però, accusato il Governo di apprestare un salvataggio a Silvio Berlusconi. Uscita la notizia, Renzi ha immediatamente fatto mea culpa, dichiarando che sarebbe intervenuto a riguardo con un successivo Consiglio dei Ministri. Il M5S ha accusato il Governo di essere alla dipendenze di Berlusconi che, però, ha dichiarato di non sapere nulla della norma anzi crede fermamente che tutto sia stato fatto da una “manina” per far saltare il Patto del Nazareno.



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