Sabato, 19 agosto 2017 - ORE:03:51

Napolitano sta per salutare


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La vita da “presidente della Repubblica” di Giorgio Napolitano sembra volgere al termine. Andiamo ad analizzare meglio la carriera di un ex Pci fin troppo “moderato”.

Il terzo napoletano dopo De Nicola e Leone

Giorgio Napolitano è il terzo presidente napoletano dopo Enrico De Nicola e Giovanni Leone. Sposato con Clio Bittoni, ha due figli, Giovanni e Giulio. Il 9 luglio 2006 è stato presente, insieme al ministro Giovanna Melandri all’Olympiastadion di Berlino durante la partita finale dei Mondiali di calcio 2006, dove la Nazionale di calcio italiana ha conquistato il suo quarto titolo mondiale: prima di allora l’onore era spettato solo a Sandro Pertini.

Diverse problematiche hanno caratterizzato il suo mandato

Durante il suo mandato si è trovato a dover gestire due crisi di governo: la prima a partire dal 21 febbraio 2007, con le dimissioni dell’allora premier Romano Prodi, sfiduciato dal Senato e culminata il 6 febbraio 2008 con il decreto di scioglimento delle Camere; la seconda a partire dall’8 novembre 2011, giorno in cui il quarto governo Berlusconi verifica di non avere più una maggioranza parlamentare alla Camera e si verificano intensi attacchi speculativi ai titoli di Stato e conclusasi il 12 novembre, dopo l’approvazione e la promulgazione della Legge di stabilità, con le dimissioni di Berlusconi e il mandato a Mario Monti di formare un nuovo governo.

Il 6 maggio 2010 Napolitano ha dato avvio alle celebrazioni per il 150º anniversario dell’Unità d’Italia. In un editoriale del 2 dicembre 2011, il New York Times gli attribuisce il nomignolo di “Re Giorgio”, con un chiaro riferimento a Re Giorgio VI del Regno Unito, per la sua ‘maestosa’ difesa delle istituzioni democratiche italiane anche al di là delle strette prerogative presidenziali e per il ruolo da lui svolto nel passaggio dal governo di Silvio Berlusconi a quello di Mario Monti. Nella fine di dicembre il settimanale L’Espresso ha nominato il 2011 ‘l’anno di Napolitano’ e, di conseguenza, egli stesso ‘uomo dell’anno’.



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