Lunedi, 21 agosto 2017 - ORE:16:08

Monti: Chi lo rappresenta?


Monti

Monti – Tanti gli interrogativi:

Girando per librerie a Firenze mi sono imbattuto in un opuscoletto il cui titolo dichiarava immediatamente il suo contenuto, “L’elenco dei membri della trilaterale e del bilderberg, partiti mondialisti“. Attirato l’ho sfogliato senza sapere di preciso cosa aspettarmi, in effetti all’interno ho trovato una lista di nomi di personaggi importanti a livello internazionale degli anni ottanta con l’indicazione della carica rivestita, molte di queste personatità che oggi non sono neppure più in vita e quanto al resto non era presente alcun commento. Sul retro poche scarne parole, “questo opuscolo contiene la lista confidenziale degli affiliati a due potenti società politico finanziarie, ovvero di due partiti portatori di un progetto di governo unico mondiale ( da Bush volgarizzato con il concetto di Nuovo Ordine Mondiale) di cui i media evitano di occuparsi. La Trilateral Commission e il Bilderberg Group“.

Stavo per riporre il libretto ma ho voluto scorrere di nuovo i nomi soffermandomi questa volta sugli italiani. Tra i pochi presenti, solo uno risultava presente in entrambe le liste, Mario Monti. Neppure agli Agnelli, oggi peraltro passati a miglior vita, era dato questo onore, Giovanni Agnelli risultava nella lista Bildenberg, Umberto Agnelli nella Trilateral. Tornando a casa riflettevo tra me e me su questo personaggio che da un anno cura, così pare, le sorti del mio paese . Monti è apparso all’improvviso come l’unico uomo in grado di traghettarci fuori dalla crisi, per la sua credibilità a livello internazionale, per la sua serietà, per la sua esperienza. In Pochi giorni ha messo su un governo con l’appoggio di quasi tutti i partiti e da buon professore ci ha fatto subito capire che la ricreazione era finita. Mai in Italia ad oggi un governo aveva potuto usufruire di un’appoggio così generalizzato e di fatto incondizionato. E a distanza di quasi un anno dall’insediamento di Monti, al di là dei bombardamenti dei mass media che ci vorrebbero normalizzati sulla questione italiana, il cambiamento è palese.

Questo governo ci sta facendo soffrire, e ce lo aspettavamo. Monti ci ha promesso che avrebbe seguito il principio di equità, che avrebbe dato dei chiari segni di discontinuità rispetto al passato. Monti ci ha promesso che avrebbe fatto ripartire il paese, ma non ci fa neppure intravedere un punto di arrivo. Al contrario so che quest’anno sarei andato in pensione e ci andrò ad un tratto tra dodici anni, so che il mio stipendio è diminuito così come le tutele nel lavoro per cui tanto da giovane avevo combattuto, so che le tasse sono aumentate e molto di più di quello che dicono sui giornali, so che mi tengo stretto il mio lavoro e vedo altri padri che non lo hanno più, so che se devo andare in pensione con i nuovi coefficienti è bene che me lo tolgo dalla testa, so che i miei figli in questo momento il lavoro non lo cercano più, so che ho rottamato una macchina e non ne comprerò un’altra, so che i soldi in banca stanno diminuendo, so che attenderò a comprare quella cosa anche se mi servirebbe, so che se prima facevo spesa con ottanta euro ora me ne occorrono cento, so che lo stillicidio di contributi si riverbera anche sulle mie medicine salvavita, so che non guardo più la televisione immaginamndomi, illudendomi così di mantenere un minimo di obbiettività sugli accadimenti, so che se passassi a miglior vita l’azienda per cui lavoro non si dispererebbe pensando che tra tasse ed anzianità gli costo quanto due giovani appena entrati che col computer vanno come schegge, so che anche morendo l’azienda non assumerebbe comunque due giovani al posto mio. So che sono smarrito, ma soprattutto mi stanno togliendo giorno per giorno la speranza. Un amico pendolare come me, in treno mi ha detto sconsolato: “ci dicono che piove e ci pisciano addosso”.

Per fare le leggi che hanno fatto fino ad ora Monti non occorreva grande studio o grande esperienza. Mia figlia di tredici anni non avrebbe fatto di peggio e spero che mia figlia non si adiri per questa citazione. Ad ora ho evidenziato il chaier des doleances dettato dalle ragioni dello stomaco, partendo dal mio particulare casus. Ma non è questo il punto, se termino qui il ragionamento è come se lasciassi le cose a metà.

Non mi convincono le scelte fatte ad oggi che hanno solo aggravato la crisi in cui versa il paese. Cerco di piegarmi partendo da lontano: il giovedì nero del millenovecentoventinove in America che determinò una della più grandi crisi economiche del mondo moderno. Nei primi decenni del novecento l’America era divenuta la prima potenza industriale ed economica nel mondo e dopo la prima guerra mondiale guidata dal partito repubblicano era tornata ad una politica isolazionista e assolutamente, rigidamente liberista . In realtà la produzione economica negli anni venti fu talmente elevata che fu necessaria l’esportazione delle merci. Pure in Europa si esportò più del necessario fino a saturare anche quei mercati. Tutto ciò portò ad una grande quantità di prodotti invenduti, che restavano nei magazzini ed a una sovrapproduzione; nell’ottobre all’improvviso crollarono i prezzi delle merci le azioni delle fabbriche e la borsa americana di Wall Street .

Fu una crisi che si diffuse ben presto anche in Europa. Paradossalmente Italia e Germania ne risentirono meno perchè la loro politica economica era rigidamente controllata, mirava all’autosufficienza e all’autarchia e si basava solo sul consumo dei prodotti interni. A risolvere questa crisi in U.S.A. contribuiì il nuovo presidente democratico Franklin Adelano Roorvelt che elaborò un piano di emergenza, il New Deal (nuovo Corso) col quale abbandonò il rigido liberismo degli anni precedenti fece intervenire lo stato nella realizzazione di una seria di lavori pubblci e frenò la disoccupazione. Applicò una dura politica fiscale nei confronti dei ceti più ricchi favorì la ripresa dell’industria, aumentò gli stiprendi dei cittadini e li incoraggiò a comprare di più , in pochi anni la depressione era superata, e anche in America divenne chiara i la necessità di un controllo da parte dello stato sulle attività produttive e sulla moneta.

Anche la crisi odierna nasce in America è una crisi finanziaria causata dal mercato immobiliare che attravarso i derivati ha portato alla crisi del sistema bancario e infine la crisi inevitabilmente è approdata in una europa la cui unita è stata costruita non solide basi politiche e normative ma un Europa delle nazioni che basa la sua coesione su un’unica moneta ma caratterizzata da differenze economiche e culturali talora abissali che dinanzi alla crisi hanno evidenziato tutta la sua debolezza politica. E’ indubbio che alcune nazioni, vedi la Germania hanno sofferto meno la crisi ma altre nazioni si sono trovate nella condizione paradossale che la loro sovranità è stata indebolita limitata da organismi che nulla hanno a che vedere con la politica. Questi organismi fanno capo alla grande finanza e al sistema bancario che attraverso la BCE ci a dettato l’agenda politico economica che il Governo Monti sta pedissequamente eseguendo.

Mettiamola così: la politica quando poteva non ha dettato regole alla finanza e la finanza ora detta le sue regole alla politica e sono le regole che seguono il profitto, sono le regole di chi non vuole regole, in cui il lavoro non è più a misura dell’uomo ma l’uomo è a misura del lavoro. Il disinteresse di Monti nei confronti delle parti sociali è evidente, come il tentativo fin qui riuscito di destrutturare, deregolamentare, privatizzare e togliere risorse alla scuola e alla sanità, in generale di fatto porre un vero e proprio veto su tutte le conquiste sociali raggiunte negli anni settanta.

Monti

Monti è l’uomo del capitalismo e del liberismo più bieco. Le nostre industrie si delocalizzano all’estero, dove magari possono operare in barba a qualsiasi normativa. E non fa nulla… non una parola a livello europeo per contrastare una concorrenza criminale che mette a terra il nostro comparto manufatturiero e costringe in India e Cina milioni di persone ad una schiavitù di fatto tollerata. Semplici soluzioni come la possibilità di dazi a livello europeo per concorrenze da paesi che nel lavoro non tengano di conto della dignità dell’uomo neppure vengono considerate. Nello stesso tempo la finanza senza più regole può permettersi, veicolando e drogando il mercato, di mettere in ginocchio intere nazioni. Anche sul fronte del malaffare e della corruzione Monti non ha dato segni di discontinuità, il sottobosco politico ha continuato per la propria strada.

Monti è l’uomo dell’economia senza regole, che ha al centro del proprio interesse il denaro. L’uomo è soltanto equiparato ad una macchina che vale in funzione di quanto produce. Se questa è la costrizione che prevede che i pochi ricchi siano sempre più ricchi e i tanti poveri si sbranino tra loro come bestie impaurite, non credo che quest uomo porti a nulla di buono in questi tempi di colera.



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