Venerdi, 26 maggio 2017 - ORE:10:49

Letta rispedisce Michaela Biancofiore al mittente


Michaela Biancofiore

Trasloco-lampo per il sottosegretario Michaela Biancofiore passata dalle Pari opportunità alla Pubblica amministrazione sospinta dal polverone sollevato dalle sue affermazioni anti-gay.

Letta è tornato in fretta sui suoi passi

Il premier Enrico Letta le aveva affidato le deleghe per le pari opportunità ma resosi conto di aver involontariamente collocato una mina nel grembo del suo giovane esecutivo, l’ha immediatamente disinnescata con un repentino cambio di competenze. Per la gioia delle associazioni gay che hanno tirato un sospiro di sollievo. Tanto più che l’amazzone Pdl, forte dei propri convincimenti ha voluto ribadire oggi su alcuni quotidiani il suo punto di vista in materia, con l’aggiunta di una nuova considerazione: sono gli omosessuali a «ghettizzarsi da soli».

Basta così! Davvero una situazione del tutto inaccettabile

Basta così, deve aver pensato Letta che solo ieri sera al giuramento dei sottosegretari aveva indicato loro le regole d’ingaggio, impartendogli anche una ramanzina preventiva. Il premier aveva invocato «sobrietà nell’attività di governo e anche nelle dichiarazioni». Una sobrietà necessaria sempre, aveva spiegato, ma ancor di più per questo governo e in questa fase della vita del Paese. Una raccomandazione alla quale la Biancofiore non si è però attenuta. Ecco perché il premier ha alzato il cartellino rosso e l’ha spostata d’imperio, come recita la nota del siluramento: «Il presidente del consiglio, Enrico Letta, comunica che al sottosegretario alla presidenza del consiglio Michaela Biancofiore non verranno assegnati compiti nell’ambito delle deleghe per le Pari opportunità, lo sport e le politiche giovanili, bensì compiti nell’ambito delle deleghe per la Pubblica amministrazione e la semplificazione».

Ma non è tutto: Palazzo Chigi ha fatto trapelare che l’interessata deve considerare questo cambio di deleghe una «ultima chance» e che quindi il passo successivo, in caso di «recidiva», sarà la cacciata dall’esecutivo. In ambienti del governo si fa presente infatti che i sottosegretari a differenza dei ministri possono essere revocati senza tanti problemi. Tutti avvertiti, dunque: il caso Biancofiore sia d’esempio, e nessuno ignori i moniti e gli avvertimenti lettiani, perche – si argomenta – il premier è sì di «provenienza democristiana ma non rinvia i problemi, lui li affronta di petto per risolverli subito».



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