Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:03:46

Le primarie diventano strumento comune di democrazia, vera o falsa che sia


Le primarie
Siamo alle prese con accattivanti volti della politica nostrana che si scoprono al pubblico e mostrano la propria “pasta”; tutto lecito e sacro in vista delle urne se non fosse che a scontrarsi non sono gruppi opposti, ma soggetti dello stesso schieramento.

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Lotte intestine? Dispetti? Offese legate a vecchi rancori?… Cosa sono le primarie?

Il PDL ha disposto il 16 novembre come data delle sue elezioni primarie, non si conoscono ancora i nomi che si troveranno sulla scheda, ma è certo, anche se non senza confusione, che anche il partito di Alfano abbracci l’idea statunitense di democrazia.

Per il PD è invece tutto più semplice grazie all’esperienza accumulata; le prime votazioni del centrosinistra si svolgeranno il 25 novembre e già sono iniziati i confronti pubblici tra i candidati.

Abbiamo assistito ad un anno di discussioni fumose sulla legge elettorale; a nulla sono serviti gli inviti del Presidente della Repubblica. I partiti sembrano non voler assolutamente prendere sul serio la richiesta popolare di voler scegliere “dal basso” i parlamentari.

Sfogliando le pagine dei quotidiani ci si può rendere conto come la discussione sulla sostituzione del “porcellum” abbia descritto, in pochi mesi, una curva ondulata. Se n’è parlato e parlato; ora ci troviamo in un punto mediano del piano cartesiano, inizia la campagna elettorale e di riforma del sistema nessuno parla più.

L’unica proposta organica, avanzata dal Popolo delle Libertà, è relativa al premio di maggioranza. Inutile risulterebbe riportare ora, qui, i numeri percentuali sui quali si discute… nulla sembra essere attendibile. (Per onor di cronaca l’ultima notizia, subito criticata aspramente, risulta essere quella di un premio di maggioranza al partito che raggiunga il 47% alle urne).

Tornando alle primarie. Non riuscendo a trovare un accordo soddisfacente sulla legge elettorale, i due maggiori partiti italiani si sono invece trovati d’accordo sul rifugiare la libertà e la democrazia degli elettori in votazioni interne ai partiti, precedenti alle elezioni politiche, che mirano a far scegliere ai cittadini il loro rappresentante preferito tra una rosa di papabili. Un soggetto che nel futuro elettorale dovrebbe correre alla carica di Presidente del Consiglio.

Grande percorso democratico insomma, se non fosse che il nostro ordinamento è di tipo parlamentare e non presidenziale; gli italiani dovrebbero scegliere i propri rappresentanti in Parlamento e non il Capo dell’Esecutivo.

Si aggiunge confusione alla confusione.

Le primarie

E’ uso istituzionale che il Presidente della Repubblica incarichi il soggetto più rappresentativo dello schieramento di maggioranza in Parlamento per formare un Governo e tale personaggio sarebbe il vincitore delle primarie di partito; ma tutto questo fa capire come il sistema sia stato scardinato per farlo somigliare a tutti i costi a quello degli Stati Uniti, è infatti proprio da lì che le primarie sono state sbirciate.

L’informazione pubblica si è ormai assopita alle forzature della politica: si parla di Premier, di elezioni presidenziali; tutta una terminologia che non ci appartiene e che è stata limata per bene e incastrata nei meandri del nostro ordinamento; ma lì non dovrebbe stare.

Servirebbe chiarezza, invece in questo sistema confuso e, per alcuni versi, falso le Primarie sono diventate un canale di sfogo della democrazia, senza considerare che si potrebbero rivelare come un enorme Giano bifronte dal momento che chiunque vinca avrebbe alle spalle non più un partito unitario, ma una serie di gruppi rappresentati ognuno dagli “scarti” delle primarie. Lo abbiamo visto nei recenti confronti televisivi.

Le primarie sono si un grande strumento democratico, ma sono concepite per un sistema che non è il nostro; sono utili per le elezioni comunali e regionali, dove si elegge rispettivamente il Sindaco e il Presidente della Regione; ma hanno realmente un senso al livello di istituzioni centrali?

Forse la prossima legislatura schiarirà le idee, sempre che non sia tardi per tornare indietro.



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