Sabato, 16 dicembre 2017 - ORE:13:55

L’Antipolitica e l’Antipolitico


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Giorgio Napolitano mette in guardia il popolo italiano dall’avanzata dell’ ”antipolitica” provocata dalla crisi economica e dalla perdita di credibilità nelle istituzioni e nei partiti politici. Il Capo dello Stato ha definito i partiti “indispensabili” per le scelte istituzionali e ha contestato il troppo affidamento e utilizzo del web da parte del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, “il web non decide”. Da parte loro, anche Pier Luigi Bersani, segretario del Partito Democratico, e Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, hanno preso le distanze dalla linea di Grillo. Nell’ultima conferenza stampa Di Pietro ha detto “il Movimento 5 Stelle vuole sfasciare tutto, ma in democrazia non si sfascia tutto, si crea un’alternativa”.

In molti saranno d’accordo con Napolitano, Bersani e Di Pietro, e avranno le loro ragioni. Alcune delle quali pienamente condivisibili, una su tutte: lo Stato è il principale tutore della democrazia, difendere lo Stato vuol dire difendere la democrazia. I cittadini italiani hanno già avuto modo di vedere quello che succede a dare il potere nelle mani a populisti antistatalisti che invocano alla secessione (il “Roma ladrona” della Lega Nord). Beppe Grillo sicuramente deve rispondere di alcune frasi irrispettose rivolte a Bersani (“è quasi morto! “) e a Napolitano (“si riposi!”) e di altre vergognose (“i black block sono eroi”, “si alla guerra civile”), e del suo modo di parlare non certo degno di affidamento. Inoltre alcune critiche al governo Monti da parte del Movimento sono oggettivamente eccessive: il ritrovato prestigio internazionale da parte dell’Italia dimostra che l’operato dei tecnici è, tutto sommato, positivo.

Enunciati i difetti di Grillo però, dobbiamo anche aggiungere che la sfiducia nelle politica, nei partiti, nello Stato da parte dei cittadini italiani (quella sfiducia che poi porta all’ “antipolitica”) non è certo nata per caso o per colpa dei ragazzi del Movimento. La colpa è da attribuire a chi, con false promesse di maggiore libertà e con slogan ipocriti, si è arricchito alle spalle dei suoi elettori per primi, e del popolo italiano poi. La colpa di quello che sta succedendo, delle proteste, degli scontri, dei suicidi causati dalla disperazione, della “fuga dei cervelli”, dell’aumento delle tasse, è da attribuire non a Grillo ma ai governi che hanno preceduto Monti negli ultimi vent’anni. Ai politici che si sono comportati da “antipolitici”. Se diamo uno sguardo al governo che ha preceduto Monti, il governo Berlusconi , tornano a mente tanti episodi che è bene non dimenticare. L’Ex-Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che definisce la Costituzione Italiana “filo-comunista”; che si mette in mostra per i suoi ripetuti elogi ai dittatori (“Mubarak è il leader più saggio”, “Gheddafi è l’eroe della libertà”), per le figuracce internazionali (“Obama è un po’ abbronzato”, “la Merkel è una culona inchiavabile”), per i festini con le escort fatti mentre il paese va in rovina, per le frasi vergognose (“me ne frego della Costituzione”, “meglio essere come me che essere gay”), per i falsi slogan con i quali ha ingannato i suoi elettori e tutto il popolo italiano (“meno tasse per tutti”, “da coglioni votare a sinistra”, “la cultura non è prioritaria”); l’ex ministro Renato Brunetta che disse “i precari sono l’Italia peggiore”; l’ex ministro Roberto Calderoli, che definì la nuova legge elettorale, da lui scritta ed elogiata, “una porcata”; l’ex ministro Brambilla che, leggendo un testo in inglese, sbagliò tutte le pronunce; le volgarità di Bossi e dei leghisti, le bugie di Tremonti sul debito pubblico, l’ipocrisia della Gelmini ecc ecc… Tutto questo per fare degli esempi ma ci sarebbe molto altro da dire. Il comportamento “antipolitico” di simili politici ha provocato l’ondata di “antipolitica” nel popolo italiano, un popolo pieno di vergogna, di rabbia e di indignazione. E come dargli torto? Come si può avere fiducia in un Parlamento che vota che Ruby è la nipote di Mubarak? Come si può avere fiducia e rispetto per un Parlamento pieno di indagati, condannati, rinviati a giudizio per un numero elevato di crimini? Come può un popolo tollerare che il suo Presidente del Senato (Renato Schifani, tutt’oggi in carica) sia indagato per mafia? Come può un popolo tollerare, in un momento di grave disoccupazione e crisi economica, le barzellette di Berlusconi e i gestacci di Bossi? Non le tollera più, e si sfoga, in maniera non violenta, come può.

La conclusione, pura e semplice è questa: se i politici si comportano da “antipolitici” generano nei cittadini rabbia e voglia di “antipolitica”. Chi contesta Grillo e i ragazzi del Movimento, dovrebbe prima di tutto capirli, e proporre delle alternative più credibili di quelle (mediocri) che abbiamo visto finora .



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