Venerdi, 26 maggio 2017 - ORE:11:14

La stretta di mano tra Obama e Castro, un nuovo corso!

Obama Castro

Obama CastroUn disgelo atteso da anni quello tra Usa e Cuba, dopo decenni di freddezza politica, economica e, forse, anche sociale.
Siamo nella seconda metà del ‘900, quando la rivoluzione cubana con Fidel Castro e Che Guevara porta Cuba a distaccarsi dal capitalismo americano e ad avvicinarsi alla Russia e al suo comunismo. Gli Stati Uniti congelano ogni rapporto con Cuba e, per anni, la questione cubana è stata al centro della Guerra Fredda.

Solo una stretta di mano?

Era il dicembre 2013 e tra Obama e Castro ci fu una prima stretta di mano, in occasione dei funerali di Nelson Mandela. Poi, i due Paesi hanno fatto delle dichiarazioni che hanno portato, man mano, al disgelo fra i rapporti politici, economici e sociali.
Adesso, in occasione del summit dei Paesi Americani a Panama, è arrivata una nuova stretta di mano, ma questa volta per ufficializzare che i tempi dell’odio e dell’inimicizia sono finiti. Obama lo ha detto chiaramente: “Sappiamo che le nostre società hanno maggiori probabilità di successo quando tutte le persone sono libere di vivere e pregare e amare come vogliono!

Il grande impegno di Papa Francesco

Regista, dietro le quinte, è stato Papa Francesco che, per mesi, ha lavorato affinché si arrivasse a questo importante risultato. I due leader hanno confermato l’impegno di Francesco che ha fatto giungere, al summit delle Americhe, le sue parole con una lettera letta in spagnolo dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato del Vaticano, questi i passaggi più importanti: “Nessun essere umano dovrebbe essere escluso da beni di base, quali la terra, il lavoro e la casa e da servizi pubblici quali la salute, l’educazione, la sicurezza e l’ambiente“.

Adesso? Occorre intervenire su altri fronti!

Adesso non si può arrestare questo processo di disgelo pacifico, pertanto occorre intervenire, immediatamente, su altri focolai internazionali. È il caso del Medio Oriente e della questione calda dell’Isis; qui, bisogna frenare la violenza, la ferocia e la bestialità di coloro che, come animali, vorrebbero annientare tutto ciò che è contrario a loro e al loro modo di pensare. Suona strano questo silenzio internazionale a riguardo, silenzio interrotto, sporadicamente, dalle dichiarazioni dei leader mondiali di fronte a eventi eclatanti come le violente uccisioni e le barbarie compiute ai monumenti storici, e poi? Poi, una strana calma e intanto l’Isis ha in mano il Medio Oriente. Speriamo che s’intervenga, perché, in caso contrario, si rischierebbe un nuovo conflitto mondiale.



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