Martedi, 22 agosto 2017 - ORE:18:46

La reazione dei politici dopo l’elezione di Sergio Mattarella

elezione di mattarella

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Analizziamo e commentiamo come la politica, o meglio, come le politiche dei vari partiti siano uscite sconfitte o vittoriose dopo l’elezione del nuovo Presidente della Rupubblica Sergio Mattarella: docente di diritto all’Università di Palermo, membro della Corte Costituzionale. Uomo con un passato politico integro nella sinistra democristiana e con una storia personale particolare: il fratello Piersanti, Presidente della Regione Sicilia, fu barbaramente ucciso dalla mafia il 6 gennaio 1980.

Proprio in quell’occasione Sergio, giovane docente, incontrò Pietro Grasso, allora giovane magistrato, adesso Presidente del Senato; i due, infatti, nel giorno del giuramento di Mattarella a Capo dello Stato, erano emozionati. 35 anni dopo, i due si sono incontrati in contesti e in occasioni differenti.

I partiti, invece, come sono andati? Chi male e chi bene!

Renzi e la vittoria politica con l’elezione di Sergio Mattarella

Matteo Renzi ha saputo giocare bene la sua partita. Non conosceva personalmente Sergio Mattarella, ma ha puntato tutto su di lui: “Si parte da Mattarella e si ritorna a Mattarella“. Il Presidente del Consiglio ha dimostrato, anche all’estero, un’Italia stabile, una politica che non si frantuma nei tavoli da baratto.

A differenza di Bersani, che tre anni fa propose alle opposizioni, e in modo particolare a Berlusconi, una terna di nomi sul Presidente del Colle, ove c’era anche Mattarella, Renzi ha consultato sì le varie compagini parlamentari, ma ha poi fatto una scelta secca compattando tutto il Partito Democratico e lanciando la patata bollente al centro destra che, non avendo saputo cogliere il momento, si è lacerato internamente.

La débâcle di Berlusconi e Alfano: destini uguali, strade diverse

Il centrodestra non è riuscito a seguire il nuovo agire di Renzi e celandosi dietro al “Nulla di personale su Mattarella, ma non ci piace il metodo” ha perso la sua battaglia, uscendo lacerato più di prima. Se in un primo momento NCD e FI avevano fatto fronte comune contro Renzi, Alfano, poi, ha deciso, invece, di votare Mattarella, contraddicendo se stesso. Il suo agire ha turbato il NCD che si è spaccato, si è dimesso ad esempio Maurizio Sacconi; Alfano trincerandosi, prima, dietro ai metodi della prima Repubblica, ha, poi, dovuto fare clamorosamente marcia indietro.

Berlusconi, invece, è perito con le medesime tecniche utilizzate nel suo passato politico. Il leader azzurro era colui che approntava tavoli, riunioni e quant’altro per un cammino assieme con le opposizioni, poi, però, tradiva i patti e abbandonava i tavoli, allo  stesso modo, adesso, è lui ad esser tradito, se così si può dire. L’agire di Berlusconi ha spaccato Forza Italia, ma, adesso, la sua immagine politica va sempre più in declino.

Grillo e il suo benvenuto

Prima del giuramento, Grillo ha pubblicato nel suo blog degli inviti rivolti al nuovo Presidente il quale nel suo discorso alla Nazione li ha sorprendentemente ripresi quasi tutti, tanto che alla fine Grillo ha twittato: “Benvenuto Presidente“. I Grillini lanciano una tregua al Colle, dopo la battaglia con Napolitano, sono sì sorpresi, ma attendono Mattarella alla prova dei fatti.

E il Patto del Nazareno?

“Chi credeva che il Patto del Nazareno contenesse anche l’accordo sul Quirinale, si sbagliava.” questa la nota della direzione del Pd, ma, adesso, Forza Italia, che ancora si lecca le ferite, si chiama fuori dal gioco delle riforme.

Occorre dire una cosa (permettetemi questo commento personale): se Berlusconi avesse agito con scaltrezza, avrebbe lacerato il Pd, ovvero, ammettiamo che il Patto del Nazareno non contenesse effettivamente l’affaire Quirinale, ma se, furbescamente, Berlusconi avesse accettato tranquillamente il nome di Mattarella, avrebbe dato avido alle minoranze democratiche di andare su tutte le furie, lacerare il Pd e ferire Renzi.

Forse, però, il Patto è ancora in vita dietro al caos della tv; ieri, infatti, la legge anticorruzione, in Senato, è stata ancora una volta rimandata, ad eccezione dei grillini, FI e PD hanno votato compattamente a favore del ritardo del vaglio legislativo.

Forse è il segno che il Patto tiene; ma Mattarella non si era espresso contro la corruzione e i partiti lo applaudivano? Altra politica, ahimè!



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