Martedi, 23 maggio 2017 - ORE:14:32

Jobs act: la vittoria dei renziani in direzione dem

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Lunedì scorso, come concordato, si è tenuta la direzione del Partito Democratico per  confrontarsi e assumere una linea comune sul tema del lavoro, dopo le fibrillazioni dei giorni scorsi e i pareri contrari di autorevoli esponenti del partito tra cui quelli di Bersani, D’Alema e Fassina.

La vittoria schiacciante dei renziani

La direzione è durata per molte ore, ma alla fine è arrivato il sì definitivo alla proposta del Presidente del Consiglio, nonché segretario del partito, che ha parlato per ben 44 minuti. Oltre ad esporre i punti salienti del progetto (approfondito in un nostro precedente articolo), nonostante qualche leggera modifica sulla questione del licenziamento, come segno distensivo nei confronti della minoranza, ha dichiarato che i momenti di confronto, offerti dalla direzione, sono occasioni uniche da non perdere, perché testimoniano la vita attiva di un partito. Il documento, non ancora dettagliato, è arrivato in serata inoltrata, nonostante il ritardo, si è cercata la più ampia maggioranza, alla fine, infatti, i sì sono stati 130, 20 i no e 11 gli astenuti.

Possibili grane in Senato

Sebbene il documento non abbia specificato nel dettaglio i punti della riforma, ha individuato le linee guida sui quali si muoverà, poi, il Governo. Il problema, però, si sposta in Senato, qui il Governo potrebbe andare giù, pertanto,per l’approvazione del testo, il Presidente del Consiglio necessiterà del supporto forzista. Vi sono, infatti, circa 30/40 parlamentari che si porrebbero contro al progetto di riforma, ma Renzi ostenta sicurezza e afferma: “Non temo i franchi tiratori“.

L’ora del cambiamento e i sindacati sul piede di guerra

Renzi ricorda, ancora una volta, che la crisi è stimolo di un necessario e rapido cambiamento e che sia arrivato per l’Italia il momento di voltare pagina. Il lavoro, ovviamente, è uno dei tasti dolenti della nostra storia recente. Nonostante il riconoscimento importante del ruolo dei sindacati da parte del Governo, il Presidente Renzi tiene a specificare: “La gente sta con me e non con i sindacati“. Susanna Camusso, leader Cgil, non lasciandosi intimorire dalle parole di Renzi, dichiara che la mobilitazione, vista la direzione della riforma, è vicina e che il sindacato farà sentire la sua presenza in strada, dato che Palazzo Chigi non ha ancora aperto la linea del confronto.



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