Domenica, 23 luglio 2017 - ORE:02:53

Iran e Siria: le emergenze di Obama


Oggi Obama ha dichiarato da Washington che gli Stati Uniti non interverranno in Iran. Una notizia rassicurante che ristabilisce quel poco di diplomazia che con tanta difficoltà gli Usa riescono a volte a tenere con il medio-oriente. Dopo la recente dichiarazione del Segretario alla Difesa Leon Pannetta, si era quasi pensato al peggio, ovvero a una “forte possibilità” che Israele potesse attaccare gli impianti nucleari dell’Iran in primavera. La notizia risale al 2 febbraio, dal Washington Post, in cui l’editorialista David Ignatius evidenziava la preoccupazione di Panetta su una reazione da parte di Israele, dopo le continue intimidazioni da parte di Teheran e all’allarmante informazione secondo la quale l’Iran si stia apprestando a creare armi nucleari.

A questo punto c’è da chiedersi come gli Usa intendono reagire a questo tipo di minaccia, il giornalista del Post ipotizza due modi: il primo è quello diplomatico secondo il quale però è previsto che l’Iran accetti a sedersi al tavolo dei negozianti, una decisione per adesso improbabile viste le dichiarazioni del leader iraniano; il secondo è costituito da una forte operazione di intelligence, che miri a sabotare il piano nucleare nel paese succitato.

Obama però rassicura, la diplomazia sarà la soluzione: “La mia priorità – ha dichiarato il presidente – continua ad essere la sicurezza degli Stati Uniti e di Israele”. Non ci si poteva che aspettare una risposta del genere, ma come sappiamo le aspettative diplomatiche sono spesso deludenti quando di mezzo c’è il nucleare. La zona è d’altra parte già sotto l’obiettivo dell’esercito Usa “Abbiamo ancora uomini in Afghanistan, che confina con l’Iran – ha aggiunto – Di conseguenza la soluzione che preferiamo è quella diplomatica”.

Ma se per l’Iran possiamo solo presagire un eventuale emergenza, in Siria la situazione è ben più che attuale. il Dipartimento di Stato Usa, con un comunicato ufficiale, oggi “avvisa tutti i cittadini statunitensi a non recarsi in Siria e raccomanda che i cittadini degli Stati Uniti in Siria partano immediatamente”. Inoltre è stato deciso che l’ambasciata fosse chiusa e tutte le attività in corso sospese.

E anche per la vicenda siriana Obama si è espresso chiaramente a favore per una soluzione che non preveda alcun intervento militare esterno. La crisi va risolta con l’aggravarsi delle sanzioni contro il regime di Assad per favorire la costituzione di un governo di transizione.

Due emergenze tuttavia che non reggono il confronto. La Siria vede una notevole crisi interna che nonostante il numero elevato di vittime che sta producendo non può suscitare l’attenzione che una minaccia nucleare può sollevare. Per molti punti di vista l’Iran resta il chiodo fisso degli Stati Uniti, non ci resta come sempre che aspettare l’evoluzione degli avvenimenti, sperando che la diplomazia regga più a lungo possibile.



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