Giovedi, 23 novembre 2017 - ORE:19:18

Il Pd stravince alle elezioni europee, Grillo arretra, Berlusconi cade

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elezioni europee

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L’Italia al voto ha dimostrato, nonostante tutto, di essere più europeista del solito. Certamente, i movimenti e i partiti anti-europa hanno riscosso grande successo, si pensi alla drammatica vittoria della Le Pen in Francia e degli indipendentisti britannici. Il segnale è forte: occorre cambiare la politica europea, prima che la Storia si ripeta. Altra faccenda l’Italia, ma attenzione che, tra astensionismo e partiti anti-europa, il fronte euro-scettico italiano avanza.

Il Pd sbanca e fa incetta di voti

Nonostante i primi exit pool davano avanti il Partito Democratico, non si aspettava una vittoria così schiacciante, ossia il 40,80%. I primi commentatori hanno cercato di fare mente locale e di ricordare se il centro sinistra italiano avesse mai raggiunto cifre del genere. La Direzione democratica, in tarda nottata, sbalordita di aver doppiato i voti di Grillo, è uscita, nell’interezza della sua composizione, per ringraziare gli elettori. Stamani, Matteo Renzi, si è dichiarato soddisfatto del voto, ma ha tenuto a precisare: “Non leggo il voto come un referendum sul governo, né una vittoria personale, é il segnale di un Paese che ha speranza; adesso siamo caricati da una responsabilità maggiore“.

Grillo alle elezioni europee fa solo il 21%

Il Movimento Cinque Stelle non immaginava un tonfo del genere; senza dubbio, l’affluenza della piazza non ha assicurato la vittoria o, almeno, la conferma di essere un movimento forte. Il risultato è netto: tonfo assoluto che non si è trasformato né in vittoria né in sorpasso del Pd, ma, cosa peggiore, il Movimento arretra di molto rispetto al risultato delle politiche del 2013. Si registra una pugnalata al cuore che Grillo che stamattina ha mimato l’uscita dalla sua abitazione.

Forza Italia perde e la coalizione del centro destra

Forza Italia ha perso clamorosamente; neanche Silvio Berlusconi, noto per essere una macchina da guerra da campagna elettorale, ha avuto il risultato sperato. Sebbene Fi annunciasse pubblicamente il 25%, Berlusconi sperava, in cuor suo, il raggiungimento del 18% che, certamente, non rappresentava una vittoria, ma nemmeno una clamorosa sconfitta. Il 16% ha dimostrato, invece, che è necessaria una rivoluzione interna. Vi è chi ha letto il voto come il frutto di un Berlusconi ingabbiato, vista la sentenza, chi, invece, ha visto solo un centro destra spaccato che, se rimanesse così, non vincerebbe mai. Molti forzisti richiamano i moderati italiani alla diligenza; il primo invito è diretto ad Angelino Alfano che, per un pelo, supera la soglia del 4%, necessaria per la ripartizione dei seggi. Solo il tempo darà la sua lettura dei fatti.



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