Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:09:22

Il comunismo (fasullo) dei giorni nostri


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“Non lascerò l’Italia nelle mani dei comunisti!”, così l’ex Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, iniziò un suo discorso, applauditissimo, a Lampedusa. Durante un dibattito in Parlamento il capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, rivolto alle opposizioni, disse “Non faremo vincere il comunismo!”. E ancora Berlusconi, chiamato a rispondere dei suoi reati in tribunale, affermò che “l’Italia è sotto la dittatura dei pm comunisti, vogliono eliminarmi!”. L’ex Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, venne definito anche lui “un comunista” da Berlusconi, per via delle sue contestazioni all’operato dell’ ex premier. Stessa sorte toccò a uno dei migliori quotidiani italiani, La Repubblica, da sempre critica nei confronti di Berlusconi, “Repubblica è un giornale comunista, va boicottato!”. Perfino la Costituzione italiana venne definita “filo-comunista” dal Cavaliere, che disse “è un inferno governare con questa, va cambiata” e poi aggiunse “me ne frego di quello che c’è scritto”.

Domanda: ora che al governo non c’è più Berlusconi, l’Italia è sotto una dittatura comunista? Oggettivamente , no . Erano tutte menzogne. Gli elettori del centro destra prima e il popolo italiano poi sono stati ingannati. Il governo Berlusconi ha utilizzato la paura del “comunismo” per raccogliere consensi, e coprire le sue nefandezze. I comunisti dai quali il governo precedente al quello di adesso aveva promesso di proteggerci non ci sono. Non ci sono mai stati. E’ stato dato del “comunista” a chi ha contestato le mosse del governo Berlusconi , a chi ha messo in discussione le leggi vergogna, a chi si è indignato di fronte ai soprusi, ai privilegi, all’arroganza, all’ignoranza, alla volgarità e alla malafede della peggior classe politica in quarant’anni di storia repubblicana. E’ forse da comunisti dire che la legge è uguale per tutti? E’ forse da comunisti dire che se un Presidente del Consiglio è indagato per un numero elevato di crimini deve presentarsi in tribunale come tutti gli altri? E’ forse un comunista chi mette in dubbio la credibilità e la serietà di un Presidente del Consiglio che, mentre il paese è distrutto da una gravissima crisi economica, pensa solo a fare festini con le escort e i dittatori? E’ da comunisti chiedere le dimissioni di un Presidente del Senato (Schifani) indagato per mafia? E’ da comunisti dare dei cialtroni a Borghezio e ai leghisti che non festeggiano l’Unità d’Italia? Sono comunisti i cittadini che chiedono ai loro governanti un po’ più di onestà e di moralità? No, non sono comunisti, sono persone che ne hanno abbastanza dell’avidità e dell’arroganza dei potenti. Persone alle quali è tornato a mente che i loro padri e nonni non hanno liberato l’Italia dal fascismo per vedere i loro figli e il loro paese ridicolizzati e denigrati da quelli come Berlusconi. Persone che hanno detto basta, si deve cambiare, e subito. Persone che hanno lottato e stanno lottando ancora contro qualcosa di sbagliato. Persone alle quali si deve dire una sola parola: grazie.



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