Lunedi, 24 luglio 2017 - ORE:16:30

Grillo: il segreto di un fallimento/successo annunciato


grillo

Per la serie: “ti piace vincere facile”

Riempie le piazze di adepti e curiosi, fa tremare i partiti tradizionali e comincia a preoccupare il mondo che ci guarda attonito, fa impazzire i sondaggisti che stentano a quantificarne il consenso. Ma non è che il movimento di Grillo, a dispetto di tutti i pronostici e i timori, finirà per essere un fattore di stabilità nel prossimo Parlamento? Andiamo con ordine.

Mancanza di candidati “non bruciati in partenza”

La forza attrattiva di Grillo, com’è stato spiegato più volte, sta nel mancato rinnovamento della classe politica italiana (se Renzi avesse vinto le primarie, è indubbio che lo scenario sarebbe totalmente cambiato), nel susseguirsi di scandali e di prove di mal governo dei partiti tradizionali. Ma anche nella furbizia del comico genovese, che dietro le sue fulminanti battute e invettive riesce a nascondere da una parte la vacuità, le contraddizioni e l’impraticabilità delle sue appena abbozzate proposte e dall’altra la totale incompetenza e ingenuità dei suoi candidati.

I grillini sono all’altezza? La domanda giusta è: i grillini esistono??

Ciò a cui ha saputo dare vita Grillo è un enorme sfogatoio di rabbia e frustrazioni popolari – pur giustificate – incanalate con modalità tali da far credere ai militanti di partecipare “dal basso”, mentre lui mantiene il totale controllo, “dall’alto”, su tutte le decisioni più importanti e sulla comunicazione.

Purtroppo, quando capita di ascoltare la viva voce dei candidati del M5S emergono un’ingenuità, un vuoto e una confusione sconcertanti, tali da supporre che vietando loro di andare in tv Grillo cerchi di evitare confronti imbarazzanti. Con grande fatica si cerca di tirare fuori qualcosa di concreto, finché il candidato messo alle strette, qualche mattina fa su Radio24, non ammette che «la mia idea non conta». Viene banalmente detto che Grillo ha ragione nella denuncia delle patologie italiane – su tutte, la cattiva politica – ma sbaglia le soluzioni. A nostro avviso ha torto marcio su entrambi gli aspetti.

Trasversale a destra e a sinistra, e collante, il “vaffa” rivolto a tutti i partiti e la battaglia contro i costi della politica. Ma se nella protesta e nella proposta di Grillo si ravvisano elementi che possono far breccia sia nell’elettorato di centrodestra che in quello di centrosinistra (e ovviamente nell’astensionismo), questa apparente equidistanza, o equivicinanza, non trova corrispondenza nei candidati e negli eletti del movimento, anche se gli elettori ancora non lo sanno.



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