Sabato, 16 dicembre 2017 - ORE:07:57

Parola d’ordine: fiducia al governo di Renzi

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La corsa per la fiducia al governo di Renzi

Dopo il giuramento del Governo, avvenuto Sabato scorso, in anticipo rispetto all’iniziale tabella di marcia, il Presidente del Consiglio, assieme alla sua squadra, si è presentato, nel primo pomeriggio, al Senato per incassare la prima fiducia. Il voto del Senato della Repubblica è un test assai importante, visto che per il porcellum, è la camera in cui i numeri contano e la governabilità è sempre a rischio, pertanto, superata questa prova, il cammino dovrebbe essere molto più semplice, ovvero alla Camera dei Deputati, domani, riceverà pienamente la fiducia, rendendo così operativo il suo Governo.

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Questo, ovviamente, non ha bloccato il lavoro del Presidente Renzi che, in perfetta sintonia con il suo stile, si è subito messo a lavoro, non solo per gettare giù il testo per la fiducia, ma anche per le prime azioni di governo, rispettando quelle priorità e quella tabella delineata durante le consultazioni del Presidente della Repubblica. Non è mancato il solito tweet a cui ormai i cittadini sono abituati, con la differenza che colui che parla non è più il Sindaco di Firenze o solo il Segretario del Partito Democratico, ma la punta di diamante del nuovo esecutivo italiano.

La fiducia a Palazzo Madama e il discorso

Arrivato in aula, Renzi ha stravolto ogni formalismo: nonostante il discorso preparato, è andato a braccio e con una mano in tasca quasi fosse di fronte al consiglio comunale fiorentino. Ha parlato per quasi 65 minuti, tempo in cui, oltre ai ringraziamenti di rito al precedente Presidente, Enrico Letta, ha stravolto i discorsi programmatici dei precedenti e ultimi governi , impostati, quasi sempre, sin dall’inizio, sulla linea economica nazionale ed europea.

Stravolgendo questo schema, si è rivolto direttamente ai senatori ribadendo come oramai fosse di moda criticare le attuali condizioni sociali-politiche-economiche dell’Italia, lodando, invece, i paesi vicini. Molti i riferimenti alla situazione verificatasi nelle scorse  settimane e alla giovane età della nuova compagine governativa. Ecco cosa ha detto:

“Avrei, sicuramente, preferito il voto, ma non c’erano le condizioni. Non ci sono più alibi, qui ci giochiamo tutto e se questa va male, la responsabilità è, in prima battuta, mia”. Ringrazia le forze della maggioranza, ma parole particolari sono rivolte al Partito Democratico: “Riconosco il fatto che il mio partito ha voluto dare fiducia a questi giovani”.

Le priorità da affrontare: scuola, fisco, impresa e giustizia

Ripartire dalla scuola e, quindi, dal mondo dell’istruzione, questa la priorità su cui poi riformulare tutto il percorso governativo.

“Come ho fatto da Sindaco, voglio andare nelle scuole italiane”.

Inevitabile il riferimento alla cultura che in Italia, secondo il Presidente del Consiglio, non dà solo da mangiare allo spirito, ma dà, o meglio, crea posti di lavoro, crea economia. Le altre priorità partano, ovviamente, dall’accordo sulla legge elettorale, l’italicum (per approfondire leggi qui); poi, riforme costituzionali, con l’eliminazione del bicameralismo perfetto e quindi del Senato della Repubblica; abbattimento del cuneo fiscale; sblocco totale dei debiti della pubblica amministrazione, grazie alla Cassa Deposito e Prestiti; la costituzione di un fondo per le imprese.

Necessario l’ulteriore abbattimento del mostro burocratico, considerato, ancora una volta, un male tutto italiano. Riferimenti anche al nodo giustizia, prevedendo, per giugno, un intervento radicale e complessivo della macchina giudiziaria italiana. Uno sguardo anche all’Europa e agli Stati Uniti d’Europa con la citazione di Altieri Spinelli.

Il M5S fa la voce grossa

Critiche, durante il discorso, dal Movimento Cinque Stelle i cui senatori, dai loro scranni, hanno fatto sentire la loro voce in tema di elezioni mancate.

“Non temo le elezioni. Noi, a differenza vostra, ci siamo presentate alle ultime amministrative e abbiamo vinto, voi non vi siete presentati”.

poi, rivolgendosi agli scranni del Pd, dice:

“Anche se loro non ce ne vogliono, vogliamoli bene”.

La nottata della fiducia

Dopo le dichiarazioni di tutti i gruppi, si passerà alla fiducia che dovrebbe arrivare per la notte, ovvero intorno alle 22. Prima chiama, seconda per chi sia risultato assente alla prima.



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