Sabato, 16 dicembre 2017 - ORE:13:57

È scontro sempre più acceso tra Monti e Marcegaglia


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Roma- Monti non si pente di nulla e neppure della riforma dell’articolo 18. Anzi, rilancia il dado con più forza di prima. E così il Premier, in un’intervista rilasciata al TG1, rimanda al mittente dal nome di Emma Marcegaglia, le accuse che quest’ultima gli aveva fatto poche ore prima tramite il Financial Times. Il presidente uscente liquida l’ultima versione della riforma dicendo:”Pessimo, non è quello che abbiamo concordato. Sarebbe meglio non avere niente, oppure cambiarlo in Parlamento”, perché “questa riforma del lavoro non è quello di cui ha bisogno il Paese”.

Monti afferma che la leader degli industriali è sempre rimasta al corrente del percorso della riforma (rispondendo alle parole usate dalla Presidente la quale aveva affermato che “l’accordo era diverso, prima c’era un equilibrio tra licenziamenti e precarietà”)e che si aspettava una risposta positiva da entrambe le parti sociali. “Questa riforma difende il reintegro solo a casi di abuso del licenziamento per motivi economici”- dice Monti.

Dopo che il ddl è stato accettato dalla Cgil quindi, il Premier afferma che la riforma all’articolo 18 non meritava questa” profonda delusione” da parte della Presidente di Confindustria.

“Agli industriali- ha aggiunto Marcegaglia- non piace che nel testo torni “la parola reintegro. L’incertezza viene affidata ai giudici. Altro tema importante è la precarietà in entrata, con norme restrittive che, se non sono rispettate, portano alla trasformazione automatica in contratto a tempo indeterminato”.

Monti risponde che fino a tre mesi fa Confindustria non si sarebbe sognata una riforma del genere. “Non avrebbe neppure osato sperare che il licenziamento per motivi economici diventasse in Italia come in Paesi dove c’è maggiore flessibilità. Per lei la riforma è pessima? Si prenda la responsabilità di quello che ha detto”- continua il Premier.

Anche il Pdl si unisce al coro di polemiche e si mostra interdetto in merito alla riforma annunciando modifiche da portare al Senato martedì prossimo.

Inoltre seconda la Marcegaglia, questa riforma non aiuta nella crescita del paese in merito all’occupazione. Molti industriali infatti, secondo la Presidente, non rinnoveranno i contratti perché hanno paura dei contenziosi. E afferma:“ Se fai una riforma del lavoro che dovrebbe convincere le imprese ad assumere di più e poi hai tutte le imprese che dicono che sono deluse e che pensano che la riforma riduca l’occupazione, un problema c’è.”

Il segretario generale della Cgil Camusso invece, al Tg3,risponde alle domande del giornalista dicendo che il sindacato è pronto alla mobilitazione se la riforma del mercato del lavoro, durante il suo percorso in Parlamento, non mostrerà “le risposte di universalità che riteniamo necessarie”. E conclude infine che,riguardo al reintegro solo in casi estremi, questo argomento sia un auspicio. “Spero- aggiunge la Camusso- che non ci siano imprese che vogliano licenziare illegittimamente i lavoratori”.

Una riforma dell’articolo 18 quindi,che non si può dire ancora conclusa e che non mette pienamente d’accordo tutti.



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