Venerdi, 15 dicembre 2017 - ORE:09:20

Dibattito politico? No, grazie, in Italia non è di moda


Dibattito politico

La questione legata ai dibattiti televisivi

In tutte le democrazie attuali i candidati alle elezioni politiche si confrontano e parlano dei vari temi in un dibattito televisivo. In Italia questo non accade. A denunciare il fatto è stato il presidente del consiglio Mario Monti dicendo:

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“Onorevole Berlusconi, onorevole Bersani, è inammissibile che nel nostro paese non si riesca a fare un dibattito civile tra i candidati alla presidenza del consiglio, soprattutto in un momento nel quale l’antipolitica ha raggiunto consensi enormi”.

Il segretario del Pd, Bersani ha subito denunciato:

“Sono favorevole al dibattito se c’è ugualianza di spazio e di visibilità per tutti i candidati, i dibattiti fasulli nei quali un candidato ha più spazio di altri li lascio fare a Berlusconi da solo”.

L’ex premier Berlusconi ieri a Torino si è messo in mostra, come al solito, con le sue battute da cabaret e le sue sparate contraddittorie :

“Bersani è solo un cane che abbaia, è buono solo a dire male di me”, “Beppe Grillo ci fa un baffo a noi, noi siamo più belli di quella gente li”, “se Monti, Fini e Casini non entrano alla camera mi ubriaco”, “prometto milioni di posti di lavoro per tutti”, “la prima casa non si tocca, Monti è un mascalzone”, “sconfiggeremo i comunisti, chi non salta comunista è!”.

bersani

berlusconiDibattito politico? In Italia tutto va al contrario

Dal punto di vista oggettivo apparte più che evidente che l’Italia, a livello politico, rappresenta un’anomalia. Il dibattito tra i candidati è impossibile. La colpa è da assegnare al centrodestra, lo testimonia il fatto che nel centrosinistra si sono svolte delle primarie legittime nella quale la discussione e il confronto hanno fatto prevalere un candidato sugli altri. Nel centrodestra questo non è accaduto. Berlusconi ha imposto la sua linea, come del resto era sempre successo in passato. Nel suo modo di vedere il centrodestra, è evidente, non c’è posto per chi la pensa diversamente. Dalla cacciata di Fini in poi i fatti lo testimoniano. Anche alcune dichiarazioni di membri del Pdl lasciano trapelare la totale riverenza al loro capo partito. L’altro giorno Razzi ha detto “Berlusconi è un messia” e ancora “lui è stato mandato da Dio per salvare l’Europa”; l’ex ministro Romani non è stato da meno “Berlusconi è un essere diverso e superiore a tutti gli altri, è un angelo di libertà”, “credo oggettivamente che Berlusconi sia l’onnipotente”.

L’elemento in comune con Grillo

Il presidente del Consiglio Mario Monti invita i capi partito, inutilmente, alla riflessione. E denuncia entrambe le parti “ho una cosa in comune con Grillo, credo fortemente nell’impossibilità di governare il paese da parte di coalizioni non omogenee come quelle di Bersani da una parte e Berlusconi dall’altra”. Alla domanda se si alleerà con Bersani risponde “dialogherò con chiunque sia favorevole alle riforme da me proposte, ma è impensabile un’alleanza già scritta col centrosinistra se all’interno di quella coalizioni ci sono Vendola e la Cgil”.

Le rassicurazioni in vista delle elezioni politiche 2013

Da Milano Vendola rassicura Bersani e gli elettori del centrosinistra “non sarò quello che farà cadere il governo, ma quello che ne garantirà la governabilità”. Anche l’ex premier Romano Prodi invita gli elettori ha votare per la coalizione guidata da Bersani “il centrosinistra ha imparato la lezione, non ripeterà gli stessi errori e sarà in grado di governare il paese”. A concludere il tutto è Bersani “usciremo dal buio nel quale la destra ci ha portato, insieme ce la possiamo fare”.



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