Giovedi, 24 agosto 2017 - ORE:04:49

Il decreto lavoro è passato alla Camera, ma ci sono tensioni

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Il decreto lavoro: bagarre in aula

Il decreto lavoro, che va a rimodulare sostanzialmente i contratti a termine e l’apprendistato, ha superato l’empasse della Camera. Il Nuovo Centro Destra aveva dichiarato apertamente la sua contrarietà a sostenere il decreto, visto che il testo approdato in aula, dopo le modifiche del Partito Democratico in commissione, era assai differente da quello approvato in Consiglio dei Ministri.  Ieri, un sms di Alfano ha cambiato la rotta del Ncd che, invece, ha garantito il suo sostegno, nonostante il Ministro degli Interni abbia fatto sapere che il testo dovrà essere riveduto in Senato. I grillini di Montecitorio hanno tappato la loro bocca con un codice a barre adesivo, per denunciare la mercificazione del lavoratore; Forza Italia, invece, si è scagliata contro la falsa opposizione del Nuovo Centro Destra.

La trincea del Senato e le novità del testo

A Montecitorio il testo è passato tranquillamente, registrando 344 sì e 184 no, il Senato, invece, prepara le trincee. I voti a Palazzo Madama sono un grande risiko, vista la maggioranza assai traballante, pertanto si attendono sostanziali modifiche, soprattutto dopo le dichiarazioni del Ncd. Lo stesso ministro Poletti ha assicurato che, nonostante i distinguo, si sta procedendo con grande celerità sul testo. Le novità in cantiere dovrebbero essere: i contratti a termine non possono eccedere i trentasei mesi, inoltre il datore di lavoro non può stipulare contratti a termine che superino il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato.

I tweet di #matteorisponde

Nonostante il marasma istituzionale sul testo lavoro, Matteo Renzi riprende una vecchia abitudine che per i tanti impegni presidenziali ha dovuto rinunciare: il noto #matteorisponde. Molti tweet hanno affrontato tematiche scottanti alle quali Renzi ha dato immediata risposta. Tasse, pensionati, iva e incapienti sono i punti su cui il Presidente del Consiglio si è maggiormente soffermato, assicurando un’immediata risposta del Governo. Sul taglio degli stipendi dei politici promette di più, assicura il taglio dei parlamentari e ulteriori tagli sugli sprechi della pubblica amministrazione: “Abbiamo eliminato i politici dalle provincie intanto, poi andremo sugli uffici periferici. Faccio un esempio: che senso ha che la Ragioneria centrale dello Stato abbia le sedi in tutte le province? Ho fatto un esempio“.



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