Sabato, 19 agosto 2017 - ORE:03:49

Corsa per la presidenza in Germania: Gauck favorito


A seguito degli scandalo per i favori ricevuti il presidente della Repubblica tedesca Christian Wulff, fortemente voluto e sostenuto, fino all’ultimo, dalla cancelliera Angela Merkel, si è dimesso dall’incarico. Sono iniziati così gli incontri tra la cancelliera, leader della maggioranza al governo tedesco, e i capi di tutti i partiti rappresentati al Parlamento federale, il Bundestag.

La scelta del nuovo presidente potrebbe avvenire già domani, o comunque entro mercoledì. In linea teorica molti sono i personaggi che potrebbero ricoprire l’incarico di capo dello Stato, nella pratica però il candidato sembra essere, soprattutto per il consenso dell’opinione pubblica, uno solo: Joachim Gauck. Chi è?

E’ noto come “il piccolo Havel della Germania Est”, “l’eroe del dissenso democratico”, colui che sfidò con molti sacrifici e sofferenze il regime, colui che affrontò, durante la Guerra Fredda, il carcere e le brutalità della Stasi. Ex-pastore protestante, religioso luterano, sembra essere il simbolo della salvezza etica del paese.

Riscuotendo le simpatie di tutti i partiti del Parlamento è il favorito nella corsa alla presidenza. Ore di grande tensione dunque a Berlino. La cancelliera Angela Merkel sarà disposta, dato che fu lei un anno e mezzo fa a respingere Gauck per scegliere Wulff, a umiliarsi proponendo l’ex pastore, riconoscendo implicitamente di aver sbagliato? Secondo molti esperti dalla scelta della cancelliera dipende l’immagine di responsabilità e capacità di leadership di quella che è oggi la prima potenza europea, la Germania, anche dal punto di vista del salvataggio dell’euro.

Mentre lo sciopero della Bvg, l’azienda dei trasporti pubblici, ha provocato il caos del traffico bloccando la metro e i famosi autobus a due piani, tra i leader dei partiti avvengono lunghi colloqui, e la Merkel è costretta a scendere a patti anche con il partito della sinistra radicale, la Linke. Nella rosa di papabili candidati sono (o sono stati) presenti anche: il democristiano Norbert Lammert, presidente del Bundestag stimato da tutti i vari gruppi e le coalizioni presenti in parlamento, ideali a parte, che però ha già annunciato ai giornali che la candidatura non gli interessa; il giudice costituzionale Andreas Vosskuhle, che però afferma di “non essere a disposizione”.

Il vescovo Wolfgang Huber, vicino alle idee della Spd; il responsabile dell’agenzia delle Nazioni Unite per la difesa dell’ambiente, Klaus Toepfer, colui che Helmut Kohl, il padre della riunificazione e dell’euro, nominò primo ministro dell’Ambiente; la giovane ministro del Lavoro, Ursula von der Leyen, che si è fatta conoscere per le sue battaglie per un welfare più attento alle ragazze madri e alle coppie di fatto e che appoggia le richieste d’aumento salariale dei sindacati. Secondo il quotidiano Die Welt “La cancelliera resta la più forte, quasi come fosse lei il vero presidente”. Chi sceglierà?



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