Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:04:48

Le cause dell’immigrazione di massa in Italia e in Europa. Riflessione sullo stato attuale di una situazione drammatica

Le cause dell'immigrazione di massa in Italia e in Europa

le cause dell'immigrazione

L’immigrazione di massa è un emergenza: riflettiamo sulle cause prima di giudicare

Gli sbarchi continuano ad aumentare e molti parlano di una vera e propria invasione, ma occorre studiare le cause del fenomeno dell’immigrazioneL’Europa sta affrontando la questione con estremo ritardo e anche male, manca, infatti, una politica comune; in Italia, invece, la questione sta diventando una vera bomba a orologeria.

Perché gli sbarchi? Cosa fare?

Si è di fronte a un esodo biblico, ma, a onor del vero, è un fenomeno frutto delle politiche scellerate del capitalismo occidentale che si sono perpetrate dal dopoguerra in poi. Le terre del sud del mondo sono ricche di minerali, di gas, di petrolio e di molto altro, pertanto, la politica occidentale degli ultimi 60 anni è stata volta allo sfruttamento di questi territori fisici, lasciando a bocca asciutta e in balia di sè stessi i territori comunitari, ossia le varie realtà sociali autoctone.

Sfruttamento è stato e sfruttamento rimane,: non porta alcun beneficio né economico né socio-politico. Il capitalismo ha preferito abbandonare quei Paesi in mano a tiranni e dittatori piuttosto che sostenere un loro cammino democratico. Pertanto, la situazione dopo anni e anni d’instabilità politica a causa di tale sfruttamento è degenerata portando ad un fenomeno migratorio di massa. Colpa di questi nuovi ultimi del mondo? Anche i nostri governo hanno le loro colpe.

Problema europeo e un passo indietro nel passato

Sino a quando il fenomeno riguardava solo l’Italia e la Grecia, il problema non poteva essere qualificato europeo. Ora che la massa degli ultimi del mondo ha inondato anche la Francia, la Germania e l’est europeo, il problema diventa comunitario. La Germania, prima bacchettona, apre le sue porte ai profughi siriani, non applicando il Trattato di Dublino, fortemente voluto e siglato dalla Lega Nord, che impone la permanenza degli arrivati nel Paese di approdo.

L’Europa sta dimostrando, ancora una volta, di non essere un’unione politica e sociale, perché non riesce ad avere una voce concorde al riguardo. I Paesi, infatti, si muovono singolarmente e in modo discorde. I vertici europei parlano di quote per ogni Paese, come si parlasse di “soprammobili”, ma non si affronta sul serio la questione, sarebbe opportuno, invece, predisporre progetti e organi di sostegno alle politiche dei Paesi del sud del mondo.

In questo marasma, l’est europeo trincera i suoi confini, costruisce muri, come in guerra, marchia le mani dei profughi con pennarelli blu, come accaduto in Repubblica Ceca, e si dividono le partenze ferroviarie, come se fossimo in piena apartheid, in Ungheria. In tutto ciò, i profughi cercano di sviare i controlli in ogni modo per passare le frontiere; forte l’immagine dell’uomo incastonato tra il motore bollente di un auto e la carrozzeria interna della stessa o i tanti camion con dietro donne, bambini e uomini ammassati.

La situazione drammatica italiana e la marcia degli uomini scalzi

In Italia, la situazione è davvero drammatica, i vari centri di accoglienza, di soccorso e altri ancora, accolgono ben oltre la loro normale e possibile ospitalità, nonostante ciò, sono molti i volontari che cercano di garantire un minimo di dignità, ma in molti altri centri i problemi sono veramente tanti e cosa obbrobriosa è il trattamento riservato a questi uomini,  scambiati, molte volte, per animali.

Il mondo mediatico punta l’attenzione sui fatti di cronaca nera i cui delitti sono opera di profughi e clandestini, è “normale” che in ogni comunità di uomini ci siano coloro che delinquono, ma, ovviamente, questi fatti non possono rimanere impuniti. È vero che occorre separare i clandestini dai profughi, ma non possiamo nascondere che la maggior parte è costituita da profughi; non possiamo nascondere che la maggior parte dei lavori manuali in Italia, ahimè anche in nero, è svolta da questi uomini e donne.

Proprio questo sarà il fil rouge della manifestazione La marcia degli uomini scalzi, una marcia vera propria che toccherà il cuore del Festival del Cinema di Venezia per promuovere la creazione di un corridoio umanitario internazionale e un sistema unico di asilo europeo.

La situazione è davvero drammatica e tutto sembra risolversi in una guerra fra poveri, in una guerra fra noi e loro, ma è davvero così?

Tutto ciò è frutto di quelle politiche assenti e sfruttatrici di cui si è parlato, un assenteismo che fa morire, in mare, uomini, donne e bambini.



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