Venerdi, 26 maggio 2017 - ORE:11:12

Caso Mills: Il Pm chiede 5 anni di carcere per Berlusconi


«Condannate Silvio Berlusconi». Esordisce così Fabio de Pasquale, pm di Milano, durante il processo, che ormai dura da quasi 6 anni. Secondo la sua visione dei fatti, fu proprio l’inglese Mills a mentire per coprire l’ex premier Silvio Berlusconi. Infatti l’accusa afferma che il processo è fermo dal 2006 e che la difesa dell’ex capo di stato italiano si basa su documenti falsi, o che sono stati fatti falsificare. «Per confermare la loro tesi di estraneità» dice il pm Fabio de Pasquale « l’inglese Mills mise in piedi delle operazioni bancarie molto costose per complicare e rendere impossibile un accertamento della effettiva verità.» Inoltre il pm ci tiene a ricordare che la tesi dell’armatore Attanasio, definito come mandante dei 600mila dollari di Mills, è stata definita “ridicola” dal tribunale di Milano e dal tribunale della Cassazione. Orma risulta evidente che definire la tracciabilità di quei 600mila dollari è praticamente impossibile; questo perchè  Mills aveva già allora confuso i patrimoni suoi e quelli legati a Berlusconi per offuscare i conti offshore con un giro di denaro, che dal 1992 al 1994 aveva raggiunto un cifra a pari a 100 miliardi delle vecchie lire. I magistrati ovviamente non sono convinti delle nuove dichiarazioni di Mills, in merito al coinvolgimento di Attanasio.

Ma vediamo per quale motivo l’accusa non crede alle affermazioni della difesa. Cerchiamo di capire come ha avuto iniziato tutto il processo. Tutto il processo e l’accusa sono partiti da Mills, l’allora consulente della Fininvest per la finanza estera inglese. Fu proprio una sua lettera al commercialista Bob Drennan a far scaturire il putiferio. Infatti in quella lettera Mills dichiarava che Berlusconi aveva versato a nero sul suo conto in Svizzera quei famosi 600mila dollari, che attualmente non sono rintracciabili. Tutta questa operazione fu portata avanti dal dirigente Carlo Bernasconi. La giustizia italiana decise di portare avanti le indagini nel momento in cui vennero rese ufficiali le dichiarazioni di Mills, in cui riteneva di «Aver tenuto fuori Mister Berlusconi da una marea di guai».

Sul processo pende realmente un ipotesi di prescrizione, ma il pm de Pasquale tende a specificare che “il reato di corruzione in atti giudiziari non è ancora prescritto“. Secondo i magistrati Mills ha la disponibilità dei 600mila dollari il 19 febbraio del 2000, mentre la Cassazione appoggia la tesi secondo cui l’inglese li avrebbe avuti solo nell’ 11 febbraio del 1999.

Sorgono molte polemiche nelle quali gli avvocati Piero Longo  e Niccolò Ghedini si lasciano sfuggire  «Il formalismo che stanno chiedendo i magistrati per questo processo è inammissibile. I giudici devo essere imparziali.» Mentre il pm de Pasquale si lascia scappare « Queste procedure venivano eseguite vent’anni fa nei processi di Mafia».



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