Venerdi, 24 novembre 2017 - ORE:14:04

Caso Grecia: gli ultimi avvenimenti

Tsipras - Varoufakis

Tsipras - VaroufakisGrecia: Dove eravamo rimasti?

Prima della nostra pausa estiva, la Grecia era in procinto di collassare o, come si dice in gergo, era ad un passo dal fallimento (sebbene falliscano più le aziende che non le comunità di soggetti).

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In Europa ci si preparava a una possibile Grexit e a tutte le dovute e nefaste conseguenze che ci sarebbero state. La “Nagasaki” greca è stata la scelta di sottoporre a referendum il piano proposto dall’Europa; questo passo di grande democrazia, fortemente voluto da Tsipras, ha sconquassato i rapporti già poco distesi che c’erano fra i vari membri dell’Unione.

Il cambio di Tsipras

Il NO referendario uscito dalle urne sembrava aver compromesso definitamente i rapporti tra UE e Grecia, ma qualche altra cosa deve esserci stata. Il Ministro greco dell’Economia, Yanis Varoufakis, dopo solo pochi giorni dalla consultazione referendaria, si è dimesso; si crede che sia stato un passo chiesto da Tsipras per poter distendere i rapporti con i colleghi europei.

Varoufakis, infatti, secondo le indiscrezioni era da sempre un boccone amaro per l’Unione. Giunte le dimissioni e nominato il nuovo Ministro, Tsipras ha intrapreso nuove trattative che lo hanno condotto a un nuovo accordo.

L’accordo che spacca

Il nuovo accordo, ha detto Tsipras, non era quello che avrebbe voluto ma era il migliore possibile in quella situazione; un piano che è andato oltre a quello bocciato dal referendum, secondo l’ala più estremista di Syriza (il partito di Tsipras) che nel frattempo si è spaccato.

Molte le privatizzazioni: basti pensare che 14 aeroporti sono stati vendute per soli 1.23 miliardi alla tedesca Fraport. L’accordo, sebbene sia stato accolto favorevolmente dall’Ue e nonostante le remore tedesche sulla credibilità greca, ha visto la rottura definitiva del partito del Primo Ministro greco.

Le elezioni e la caduta dell’idolo Tsipras

Ancora una volta Tsipras vuole ascoltare il popolo, pertanto ha deciso di dimettersi per andare a elezioni alla fine di Settembre. Forse vuole mettere a tacere quella parte di Syriza che, mal digerendo il boccone dell’accordo, ha confermato di far venire meno i suoi voti al Governo, pertanto il Premier greco, per evitare una caduta in Parlamento, ha agito d’astuzia. Certamente rischierà che i Greci possano definitamente chiudergli ogni proseguo politico ma potrebbe ricevere anche un mandato nuovo e più  forte.

In Italia, la sinistra estrema aveva fatto di Tsipras un idolo da venerare, adesso è rimasta a mani vuote senza nessuno da adorare, forse, in fondo in fondo, si è solo resa conto che fare politica a parole è una cosa, altra è, invece, farla e basta!



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