Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:04:46

Boldrini e Grasso criticano la decisione dei grillini


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La seduta delle Camere si è conclusa e i deputati del M5S, come preannunciato, sono rimasti al proprio posto per dare inizio alla «occupazione del Parlamento»: I deputati hanno letto gli articoli della Costituzione per richiamare l’attenzione sulla formazione delle commissioni permanenti di Montecitorio e Palazzo Madama e non è escluso che l’occupazione possa proseguire anche mercoledì al termine dei lavori d’Aula che è stata convocata sia di mattina sia di pomeriggio.

L’immagine dell’occupazione ha già fatto il giro del web

La foto. «Senato lettura gandhiana Costituzione da parte M5S per istituzione Commissioni permanenti per far lavorare il Parlamento su leggi popolari e d iniziativa parlamentare». È il post che alcuni senatori del Movimento Cinque Stelle stanno condividendo sui propri profili facebook con le foto della “occupazione” dell’Aula di Palazzo Madama. Il gruppo M5S si è poi riunito per commentare l’esito della riunione della Giunta per il regolamento che di fatto proroga la giunta provvisoria per le elezioni nella stessa composizione e con i medesimi poteri della passata legislatura, secondo una interpretazione precedente del regolamento. «In questo modo il M5S non viene rappresentato in Giunta. Non è questo che chiedevamo quando dicevamo che avremmo anche accettato la costituzione di giunte o commissioni provvisorie. In ogni caso dobbiamo decidere ancora cosa fare», ha detto Alberto Orellana.

I presidenti fanno sentire la loro voce

Grasso e Boldrini. «Le aule parlamentari sono il luogo del confronto democratico e della trasparenza. E il dialogo è sempre più utile del monologo, anche quando l’oggetto della declamazione solitaria è la Carta fondamentale della nostra Repubblica». Lo affermano in una nota congiunta il Presidente del Senato, Pietro Grasso, e della Camera, Laura Boldrini. «I luoghi delle istituzioni – scrivono senza mai citare la protesta del M5S– vanno rispettati, così come va rispettata la diversità di punti di vista tra le forze politiche, che non merita di essere permanentemente raffigurata come oziosa dissipazione di tempo e denaro.

Il metodo democratico è questo, e tutti siamo chiamati a prenderne atto. I regolamenti delle Camere – ricordano – consentono tante forme di espressione del dissenso, della critica, della protesta, alle quali si può far ricorso senza forzature che non giovano alla credibilità della politica, tanto più in un momento difficile in cui gli italiani attendono risposte concrete». «La nuova legislatura – concludono – è nata nel segno di uno sforzo unanime per riavvicinare i cittadini alle istituzioni. Vogliamo sperare che tutti sentano la responsabilità di non interrompere questo cammino per calcoli di parte».



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