Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:03:31

Avanti tutta sul Jobs Act!

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 Jobs Act

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La riforma del Lavoro sta creando forti malumori all’interno del Pd, la minoranza democratica mal digerisce, infatti, i diktat di Matteo Renzi su alcuni punti caldi come la questione annosa dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

I punti principali del Jobs Act

Il Governo, col sostegno dell’ala moderata della maggioranza, vorrebbe introdurre un contratto a tempo determinato a tutele crescenti: il lavoratore neo-assunto avrà nel suo patrimonio alcuni diritti fondamentali di cui non potrà essere privato, ma con l’anzianità di servizio acquisirà altri e nuovi diritti (ecco il significato dell’espressione a tutele crescenti). Interventi anche alla ingarbugliata materia delle tipologie contrattuali, per uno snellimento del sistema, alla possibilità del datore di lavoro di de-mansionare il lavoratore a mansioni inferiori rispetto a quelle per cui è stato assunto o  stabilmente adibito, alle garanzie per i lavoratori con contratto di collaborazione continuativa e coordinativa (co.co.co.) e, nuovamente,  all’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

L’acceso dibattito sull’articolo 18

La benzina sul fuoco è rappresentata dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, lo strumento idoneo che, prima della Riforma Fornero, assicurava ai lavoratori il reintegro con risarcimento, se illegittimamente licenziati, adesso, invece, garantisce una tutela differenziata tenendo conto dell’illegittimità del licenziamento. La reintegrazione del lavoratore con risarcimento, nell’intervento legislativo della Fornero, scatta solo per i licenziamenti discriminatori  e per una fattispecie, individuata e tipizzata dalla legge, di licenziamenti disciplinari illegittimi; in tutti gli altri casi si ha un’indennità ricarsitoria forte o ridotta.

Renzi, adesso, vorrebbe ritoccare l’articolo, poiché, secondo la linea governativa, questo intervento dovrebbe assicurare maggiori investimenti e maggiore occupazione. Visto la probabile introduzione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, il lavoratore neo assunto non avrebbe accesso alla reintegrazione (tranne nel caso di licenzimaneto discriminatorio) ma solo ad un’indennità. Sulla questione, la minoranza democratica, come anche la linea sindacale, è assai critica e non vuole accettare la linea ferma del Presidente del Consiglio, invitato, invece, al dialogo. Il dibattito-chiarimento democratico ci sarà Lunedì per la direzione del partito.

È  intervenuta anche la Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, che, chiudendo il dibattito in corso, ha chiarito la sua posizione in merito: “In Italia non s’investe e non si crea occupazione per colpa della burocrazia, l’articolo 18 non c’entra nulla!



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