Venerdi, 20 ottobre 2017 - ORE:03:38

Atene a ferro e fuoco. Sì dal parlamento all’austerity


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Ieri in piazza Syntagma una marea di manifestanti si è radunata davanti al parlamento per protestare contro le ennesime misure anticrisi dell’Unione Europea . I Greci, stufi dei sacrifici e delle richieste “lacrime e sangue”, non sono più disposti a sottostare alle decisioni internazionali degli altri paesi europei né a quelle di questo governo. Di “lacrime” ne hanno versate fin troppe e di “sangue” per il momento non bisognerebbe parlarne. Passano ben 10 ore di dibattito e infine l’esito della manovra è chiarito. Il governo di Lucas Papademos approva la manovra con 199 sì e 74 no, e ad Atene si scatenano gli scontri.

Intorno alle 18 ora locale, gli anarchici iniziano a tirare molotov, pietre e oggetti di altro tipo contro le schiere di polizia e segnano l’avvento dei “black bloc”. Gli agenti rispondono a colpi di razzi e lacrimogeni e la guerriglia si diffonde presto nelle strade e nei quartieri. Un centro commerciale viene assaltato dai manifestanti e incendiato insieme a una decina di altri edifici. Vetrine spaccate, decine di feriti, 3 tra le forze di polizia e più di 37 tra i dissidenti. La situazione sembra più drammatica del solito.

Era già da 3 giorni che la Grecia scioperava contro i tagli delle norme anticrisi. Il governo  Papademos aveva visto numerose defezioni di parlamentari, ma adesso può godere di un’ampia maggioranza sostenuta sia dai socialisti che dai conservatori di Nuova democrazia. Non è stato quindi un problema trovare il numero per approvare il pacchetto austerity anche perché la situazione della Grecia è ormai troppo a rischio per discuterne oltre: le misure, dettate dall’Unione europea (Ue) e dal Fondo monetario internazionale (Fmi), prevedono infatti un secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro. Questo include una radicale riforma del lavoro, con una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni; un’economia al ribasso tra spese di Difesa, Sanità e autonomie locali; e vendita di quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria.

Al momento del voto, l’ex leader del partito socialista Papandreou si era così espresso esortando i deputati a votare a favore del piano: “E’ l’unica speranza per il paese: ora è il momento della responsabilità”, lo stesso Antonio Samaras, del partito di destra Nuova Democrazia, ha parlato di “voto decisivo e cruciale, storico”.

A fine giornata il numero di feriti sale – 40 tra gli agenti di polizia – e il quadro che ne risulta è di una Atene devastata, stanca, afflitta dalle tensioni e dalle violenze. Quanto ancora potrà durare una situazione del genere?



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